Prezzi, inizia la discesa: la richiesta delle associazioni

L’inflazione dell’ultimo mese trascorso resa nota anche in Italia. Confermata la tendenza dei principali paesi Ue verso la discesa

Prezzi (Pixabay) – Consumatore.com

Dopo il dato positivo in termini di inflazione di Germania e Spagna era atteso anche il dato italiano per capire se la tendenza è generale in seno all’Unione europea. Il dato conferma che l’inflazione inizia a calare anche in Italia ma si tratta, nel caso della penisola, di un lieve calo rispetto a Germania e Spagna.

Tuttavia, la tendenza mostra che il picco Europeo dell’inflazione è alle spalle. Si può guardare avanti con maggiore fiducia nella zona euro anche se i dati vanno analizzati. In Italia l’inflazione di dicembre è salita dell’11,6 per cento contro la risalita dell’11,8 per cento del mese precedente su base annua.

Inflazione verso la discesa in Ue: il punto sull’Italia

Prezzi (Pixabay) – Consumatore.com

Una lieve flessione che va, tuttavia, ad agganciarsi a quella degli altri paesi europei. Infatti l’inflazione cala anche in Francia, Germania e soprattutto Spagna. Il dato però va analizzato e si scopre che sul profilo dei prezzi alimentari in Italia scendono dello 0,1 per cento a dicembre passando dal 12,7% a +12,6%.

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Invece, in Germania e Spagna il dato sugli alimenti è in risalita dello 0,2 per cento. Si tratta del dato sui prezzi al netto degli energetici e degli alimentari freschi. A livello generale i prezzi che hanno avuto nell’anno l’aumento maggiore in Italia riguardano principalmente l’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili.

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Intanto le associazioni dei consumatori protestano e chiedono a gran voce al governo di adottare provvedimenti per il 2023. Secondo gli studi delle associazioni le famiglie hanno avuto un aumento medio di 700 euro annui se si va a prendere in considerazione un nucleo familiare con due figli. Per questo motivo chiedono al governo di intervenire sull’Iva degli alimenti primari e generi di prima necessità.  Inoltre, si chiede di ripristinare il taglio delle accise si carburanti visto che l’85 per cento dei beni primari in Italia si sposta su gomma.