Molti stanno ricevendo quest’email INPS: attenzione

La frode tramite la posta elettronica fa leva sulla preoccupazione del contribuente verso questo falso inconveniente. Vediamo i dettagli

Molti stanno ricevendo quest'email INPS
INPS (Foto Adobe)

Nessuno può negare che la tecnologia abbia davvero facilitato le prassi di molti servizi, così come i rapporti con diversi uffici pubblici, non ultima la burocrazia italiana. Non ha soltanto tagliato i tempi di completamento di una potenziale pratica, ma ha reso autonomo l’utente nello svolgimento – in prima persona – delle procedure per ottenere documentazioni importantissimi come certificati e ricevute. 

La contropartita di un mondo effettivamente più “fluido” è rappresentata dal fatto che dobbiamo mettere in condizione la tecnologia – ancora – di poter svolgere e completare i suoi rapidi algoritmi. Come fare? Consegnando alla medesima i nostri dati, le informazioni strettamente personali, l’indirizzo del domicilio come le coordinate bancarie del conto corrente personale. 

Molti stanno ricevendo quest’email INPS: cosa contiene

Molti stanno ricevendo quest'email INPS
INPS (Foto Adobe)

Se le funzioni sono stratosfericamente rapide, non abbiamo – d’altro canto – troppe lunghe file da affrontare presso gli uffici, in coda alla banca. Spendiamo, come sappiamo, molto più tempo davanti a un monitor di un compiuter o ai cristalli liquidi di uno smartphone e di un tablet. Il possesso dello SPID ha consentito di accedere con un’unica chiave di accesso alle informazioni contenute nelle banche dati della Pubblica Amministrazione e, facoltativamente, di produrre report sulla condizione di contribuente. 

Anche la posizione previdenziale è adeguatamente censita e accessibile (al nostro esclusivo contatto). La piattaforma unica dell’INPS in formato web ci restituisce l’immagine di lavoratore o di pensionato che dir si voglia, con opportune tabelle relative agli anni di contributi versati; per fare un esempio pratico, basti pensare alla consultazione online della Certificazione Unica, oppure dei cedolini pensionistici.

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Ma il progresso di tali funzioni hanno persorso parallelamente lo sviluppo e la proliferazione dei tentativi di truffa ad opera di celati malviventi che si presentano, in varie modalità, come referenti della benemerita istituzione pubblica. Neanche a dirlo, l’operato tende ad impossessarsi dei dati sensibili del malcapitato. Come avviene col phishing, la truffa che investe posta elettronica, sms e telefono dei soggetti in procinto di essere raggirati.

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L’INPS viene inconsapevolmente chiamato in causa proprio per gli strani messaggi via email. Si tratta di presunte comunicazioni contenenti link o allegati in formato “.exe”. Si millanta un rimborso economico che necessita di coordinate bancarie aggiornate; la notifica di un mancato versamento di contributi, al quale il mittente chiede un bonifico immediato per tutelare da eventuali sanzioni. L’Ente ha più volte precisato che non invia link né documenti da scaricare; le eventuali comunicazioni si limitano ad avvisare l’utente per le conferme di appuntamenti prenotati o per i ricontatti telefonici da parte del Contact Center.