Permessi legge 104, cambiano le regole: tutte le novità

Dallo scorso giugno è in vigore il decreto legislativo che comporta nuove regole per le persone che fanno assistenza. Questi i cambiamenti

Permessi legge 104, cambiano le regole
Legge 104 (Foto Pixabay)

Esattamente da trent’anni, le persone portatrici di disabilità sono tutelate nei loro diritti dalla nota Legge 104. Per tutela, si intende il riconoscimento giuridico, sociale, economico e previdenziale che consente agli individui in questione di non incontrare ostacoli nella realizzazione di una vita regolare e fruire delle potenzialità che essa manifesta. I diritti previsti dalla norma sono estesi anche ai familiari o a qualsiasi altra persona che si prenda cura e assista il tutelato.

Il supporto normativo non si manifesta soltanto sul piano prettamente giuridico per ribadire l’eguaglianza di diritti, ma anche sul lato previdenziale, grazie al riconoscimento di una pensione di invalidità o di inabilità civile; in più, i portatori di handicap che lavorano possono beneficiare di un piano permessi per non rinunciare alle cure sanitarie e all’assistenza.

Permessi legge 104, cambiano le regole: novità per i parenti 

Permessi legge 104, cambiano le regole
Legge 104 (Foto Pixabay)

Il diritto a permessi garantiti, anche in questo caso, è regolamentato altresì nei confronti dei soggetti che provvedono all’assistenza. Più dettagliatamente, la legge 104 include l’individuazione di una figura quale supporto ai lavoratori dipendenti, e dunque inserita nei permessi previsti. Per entrambi, i permessi sono retribuiti, tramite i versamenti diretti da parte dell’INPS.

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I permessi retribuiti sono autorizzati a: disabili in situazione di gravità; genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili gravi; coniuge o parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il terzo grado di familiari disabili gravi. Chi assiste però è una sola persona, o meglio, un referente unico. L’Istituto, tramite il messaggio 3096, ha introdotto, dallo scorso giugno, la novità per cui viene eliminata tale unicità.

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Viene dunque estesa la possibilità a più familiari di fare richieste dei permessi. Tale cambiamento recepisce la direttiva europea riguardante la conciliazione tra l’attività lavorativa e la vita privata per i genitori e per chi presta assistenza, nonché di condividere le responsabilità di cura, in considerazione della parità di genere in ambito lavorativo e familiare. Con ciò, è adeguato anche l’accesso al congedo straordinario: purché, come per i permessi, si inoltri la domanda all’INPS, oltre che la comunicazione al datore di lavoro.