APE sociale, cos’è e a chi conviene davvero

La legge Fornero rimane il punto di riferimento ordinario per andare in pensione. Esistono poi delle opzioni temporanee

pensione INPS elezioni 2022
Pensione (Foto Pixabay)

La legge di riforma strutturale delle pensioni non è stata approvata nemmeno dal governo Draghi. L’ultimo tentativo di dare forma a una norma complessiva sulle pensioni è stato vano. Infatti, lo scoppio del conflitto in Ucraina e le conseguenze economiche derivate hanno messo in secondo piano la discussione aperta a dicembre tra governo e pareti sociali.

Una discussione presente già da diversi anni nelle varie legislature che si sono alternate. Il nodo principale non è l’abolizione della legge Fornero, che rimane la normativa ordinaria di riferimento. Ciò che la politica cerca di fare da diversi anni attraverso norme sperimentali è dare delle opzioni alla legge Fornero per categorie di lavoratori o per coloro che semplicemente possono scegliere di uscire prima dal lavoro a determinate condizioni.

Ape sociale, cos’è e come funziona

Pensione (Foto Pixabay)

Oggi, infatti, sono in vigore delle opzioni, delle possibilità che permettono di dare un’alternativa alla legge Fornero per chi vuole andare in pensione prima dei 67 anni previsti oppure dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 per le donne. Queste norme, però, sono temporanee perché introdotte in via sperimentale in attesa di approvare una norma definitiva.

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Tra queste alternative è in vigore l’Ape sociale. Si tratta dell’opportunità di andare in pensione molto tempo prima rispetto alle condizioni della legge Fornero a favore, però delle donne. Essa prevede, infatti, la possibilità di ricevere un assegno ponte a partire dai 63 anni di età e per la durata di quattro anni. Al compimento dei 67 anni si andrà in pensione secondo le regole della legge Fornero.

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In questa fare che fa da ponte l’Inps assegna una indennità fino al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia. Le condizioni per usufruire dell’Ape sociale sono in alternativa:

  • licenziamento; dimissioni involontarie per giusta causa; cessazione del rapporto di lavoro con contratto a tempo determinato con 18 mesi di lavoro continuativo negli ultimi 36; terminata la Naspi; possesso di 30 anni di anzianità contributiva;
  • assistano, al momento della richiesta, da almeno 6 mesi un coniuge o parente con disabilità certificata e abbiano almeno 30 anni di anzianità contributiva;
  • lavoratori con mansioni gravose da almeno 7 anni negli ultimi 10 in possesso di 36 anni di anzianità contributiva.

Lasciare in anticipo il lavoro prevede comunque delle penalizzazioni sul calcolo della pensione finale. Intanto i coefficienti di calcolo sono più alti quanto è più avanzata l’età in cui si va in pensione. Inoltre, nel periodo dell’indennità si perde il versamento dei contributi. Inoltre l’Ape sociale non prevede maggiorazioni e assegni familiari. Sotto il profilo  economico, quindi, vanno fatte delle attente valutazioni.