Reddito di cittadinanza, arriva il limite massimo di rinnovi?

Tra le proposte elettorali dei partiti si pensa ad un numero limitato dei rinnovi relativo al sussidio di cittadinanza. Ecco l’ipotesi

Reddito di cittadinanza, quanti rinnovi?
Reddito di cittadinanza (Foto Adobe)

Mancano pochissimi giorni alla chiamata al voto di domenica 25 settembre 2022, con la quale gli italiani sceglieranno le forse politiche che formeranno il nuovo governo dopo le dimissioni di luglio dell’esecutivo di Mario Draghi. Si tratta di un appuntamento importante, che avviene sullo sfondo particolarmente delicato della situazione internazionale di crisi, dopo il quale la nuova compagine dei ministri dovrà dare risposte immediate alle questioni sin d’ora urgenti.

Il governo uscente, che per protocollo dovrebbe occuparsi del cosiddetto disbrigo degli affari correnti, in realtà, è impegnato come non mai ad autorizzare i sussidi economici stimolati dalle criticità imposte dall’inflazione e dalla crisi energetica. Ultimo in ordine cronologico, è di fresca approvazione il Decreto Aiuti ter, il pacchetto di provvedimenti che ha portato al finanziamento, tra l’altro, del nuovissimo bonus 150 euro.

Reddito di cittadinanza, quali novità potrebbero arrivare dopo le elezioni politiche?

Reddito di cittadinanza, quanti rinnovi?
Reddito di cittadinanza (Foto Adobe)

Non c’è più tempo per affrontare le tematiche – perlopiù interne – più scottanti e prioritarie, tali che richiederebbero un articolato dibattito parlamentare: parliamo di questioni come il rifinanziamento dell’Assegno Unico, il futuro del Reddito di Cittadinanza, nonché – la più urgente – la riforma pensionistica. La Quota 102 sta per scadere e dunque il nuovo inquilino di Palazzo Chigi dovrà decidere in fretta su una nuova misura, altrimenti, dal 1° gennaio 2023 saranno ripristinati i requisiti pensionistici imposti dalla controversa Legge Fornero.

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Sul fronte pensioni, ad oggi si intravedono all’orizzonte provvedimenti, ancora una volta, di carattere provvisorio. Sul rush finale di questa bizzarra campagna elettorale (poche settimane nel bel mezzo delle vacanze degli italiani) sono state lanciate proposte persino sui mutui, per stimolare il mercato immobiliare puntando sensibilmente sui più giovani; la partita sembra però che si stia giocando a suon di toni polemici soprattutto sul Reddito di Cittadinanza. 

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La riforma più radicale rispetto al noto e diffuso sussidio arriva da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Innanzitutto non si può ignorare che un’eventuale vittoria significherebbe, con tutta probabilità, ad assistere alla prima donna ad essere eletta Presidente del Consiglio. In secondo luogo, il Reddito di Cittadinanza. Se Berlusconi vuole ridurre la platea, Fratelli d’Italia gioca un’altra carta: ridurre il numero dei rinnovi. La misura dunque resta, ma per 36 mesi. Tre anni, non di più: questo sarebbe il tempo sufficiente per stimolare un nuovo percorso professionale. In realtà, la ragione di questa riduzione è un’altra: dare respiro alle casse dello Stato, oggi sotto pressione da una miriade di incentivi e misure assistenziali.