Cartella esattoriale per Canone Rai: c’è il rischio di riceverla?

Le nuove modalità di ricevimento dell’importo tv definiranno di conseguenza le novità in tema di riscossione dei relativi debiti. I dettagli

Cartella esattoriale per Canone Rai?
Canone RAI (Foto Adobe)

Quello dell’abbonamento televisivo rappresenta un tema “sentimentalmente” spinoso. E non solo in Italia. C’è chi reputa corretto che si contribuisca come cittadini all’economia di una tv di Stato che offre informazione e spettacolo; altri invece invocano la scelta di rinunciarvi senza troppe pretese da parte degli appositi controlli, oppure che lo Stato rinunci all’ennesima tassa a carico dei cittadini.

In fondo, sotto quest’ultimo fronte, in Europa, e nello specifico in Francia, si è registrato il precedente: il governo Macron ha abolito infatti il canone, apostrofata come una tassa obsoleta e inadatta alla contemporaneità, facendo perdere ai canali della tv pubblica il monopolio culturale, inseriti ora in diretta competizione con le altre molteplici piattaforme. Sul terreno italiano, per il momento, il dibattito si sofferma su come deve essere riscosso.

Cartella esattoriale per Canone Rai: ecco cosa comporta l’evasione dell’importo

Cartella esattoriale per Canone Rai?
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

La discussione nasce dalla recente scissione dell’abbonamento annuale Rai dalla bolletta dell’energia elettrica; un mix mai del tutto digerito e compreso dai cittadini, ma al quale bisogna riconoscere tra le righe degli obiettivi di carattere istituzionale molto netti, primo tra i quali la lotta all’evasione della tassa del piccolo schermo. Tutto nasce dai cambiamenti apportati nel 2016.

L’allora Governo Renzi aveva adeguato la normativa sulla riscossione del canone Rai introducendo la sopraccitata novità, definendo la bolletta elettrica quale terreno del pagamento dell’importo radiotelevisivo. Come contropartita – in un certo senso – la somma annuale è stata diminuita e portata a 90 euro (tra i canoni più bassi d’Europa), nonché riscossa tramite la rateizzazione.

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La Commissione Europea, in sede di apertura delle finestre di pagamento dei fondi legati al PNRR, ha chiesto al Parlamento italiano la modifica della modalità di riscossione, in quanto il legame delle due nature di spesa (quella televisiva e quella elettrica) non può che defininirsi “iniquo”, nonché fuori dai parametri comunitari. Pertanto, quest’anno la decisione è stata presa: nuova procedura a partire dal 1° gennaio 2023.

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In realtà, ad oggi non conosciamo la forma di pagamento che sostituirà la precedente, né conosciamo il nuovo importo (con ogni probabilità, subirà un sensibile aumento). Si ipotizza il ritorno al bollettino, o addirittura un possibile (e vertiginoso) affiancamento al bollo auto. Ciò che appare più verosimile è il trasferimento del canone quale tributo nella dichiarazione dei redditi. Quest’ultima ipotesi va a rafforzare una peculiarità già presente nell’abbonamento tv: ovverosia che la persistente evasione dell’importo andrà a produrre una cartella esattoriale, mettendo in moto il consueto iter di riscossione forzata previsto dalla legge.