Rivalutazione pensioni INPS: di quanto aumenteranno nel 2023

Possibili novità in arrivo la prossima settimana per la rivalutazione delle pensioni INPS, attesa per le decisioni del Governo

Pensioni aumenti in cedolini
Aumenti pensioni (Foto Pixabay)

Circolano le prime voci sulle misure che sta per prendere il Governo Draghi per contrastare l’inflazione in vista dell’autunno che si preannuncia particolarmente difficile sul fronte dei prezzi al consumo. La difesa del potere d’acquisto di stipendi e pensioni resta uno degli ultimi obiettivi dell’attuale esecutivo.

Il previsto rinnovo del bonus una tantum di 200 euro non ci sarà, secondo quanto trapela, smentendo le voci che lo davano per certo. I provvedimenti si baseranno su interventi meno estemporanei che si protrarranno nel tempo sia nelle buste paga dei dipendenti che nei cedolini dei pensionati.

Gli aumenti previste per la rivalutazione delle pensioni INPS

Pensioni aumenti in cedolini
Aumenti pensioni (Foto Pixabay)

Ad inizio anno gli importi delle pensioni subiscono degli adeguamenti sulla base degli aumenti dell’inflazione calcolata su base annua (nei 12 mesi precedenti). Questa perequazione consente di mantenere stabili i livellli previdenziali contrastando la crescita dei prezzi al consumo con proporzionali incrementi delle rate pensionistiche.

Solitamente gli aumenti delle pensioni scattano a gennaio di ogni anno con riferimento all’inflazione registrata nei 12 mesi precedenti. A fine 2022 si prevede una crescita dei prezzi al consumo pari all’8 per cento con aumenti corrispettivi delle pensioni di entità equivalente. Gli aumenti delle pensione sono commisurati al redddito sulla base dei trattamenti minimi, pari nel 2021 a 515,58 euro mensili, nel dettaglio:

  • 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo;
  • 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo;
  • 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo.

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La novità probabile è la rivalutazione anticipata al mese di settembre, per contrastare fin dall’autunno il preventivato balzo dell’inflazione. La decorrenza del provvedimento sarebbe calcolata a partire dal 1° luglio, con gli arretrati dei mesi luglio e agosto nei cedolini pensioni di settembre.

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Quindi incrementi importanti soprattutto per le fasce di reddito più basse e più esposte alle dannose conseguenze dell’inflazione. Tuttavia bisognerà aspettare i prossimi giorni, con la pubblicazione del Decreto Aiuti bis, per avere un quadro preciso e ufficiale delle decisioni prese dal Governo e attese con ansia da milioni di pensionati.