Cartelle esattoriali, i casi estremi in cui si rischia il carcere

Eludere ancora la cartella esattoriale, specialmente se motivata da gravi inadempimenti, finisce per diventare reato penale. Vediamo come

Cartelle esattoriali, i casi estremi in cui si rischia il carcere
Inadempimenti fiscali (Foto Adobe)

A partire dalla ripresa post emergenza Covid, abbiamo assistito alla definizione di diversi aiuti economici da parte dei governi che si sono susseguiti. Da questa è nata un’articolata campagna di bonus e incentivi, allo scopo di riavviare principalmente il motore dei consumi,  completamente arrestato nel periodo di lockdown, e con esso, le numerose attività economiche in blocco.

D’altra parte, non è sufficiente l’incentivo per ricreare il complesso tessuto della domanda; alla base della riattivazione produttiva si è sedimentata una carente disponibilità economica che le istituzioni hanno deciso di affrontare con un piano Mashall, composto da bonus alle famiglie, una tantum e proroghe, sia su precedenti agevolazioni sia sulle imposte. A saltare è stato proprio il calendario delle tasse e delle imposte, generando un debito dei cittadini nei confronti dello Stato, e quindi cartelle esattoriali, a loro volta prorogate.

Cartelle esattoriali, quando il reato amministrativo diventa reato penale

Cartelle esattoriali, i casi estremi in cui si rischia il carcere
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

Una delle iniziative di maggior rilievo del Fisco per rientrare delle somme spettanti dagli adempimenti fiscali ma dando respiro alla collaborazione del contribuente, è costituita dalla tuttora attiva Rottamazione-ter delle cartelle esattoriali. Si tratta di una pianificazione di recupero delle somme dal 2020 a oggi, relative ai contributi come ai pagamenti di verbali sanzionatori.

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È opportuno ribadire che tutto questo è incentivato dalla contropartita di sconti, fino al saldo e stralcio; rappresenta dunque l’ultima possibilità prima che il Fisco si possa far rivalere con pesantissime sanzioni. Quando l’inadempimento è prolungato e di grave natura, si può aprire un procedimento che non è più soltanto di carattere amministrativo ma anche penale. 

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Con un reato a monte come quello di evasione fiscale, si attiva in primo luogo la confisca dei patrimoni. Di fronte alla cosiddetta dichiarazione infedele, il reato penale scatta per evasioni al di sopra di 100.000 euro e nel caso in cui i redditi non dichiarati superano il 10% della somma totale. Il contribuente viene giudicato penalmente anche quando evade l’IVA per oltre 250.000 euro. Potrebbe aprirsi dunque le porte del carcere fino a un massimo di 5 anni, e per false fatture, il massimo è di 8 anni.