Prelievo bancomat, la cifra estiva che potrebbe allertare il Fisco

Il prelievo bancomat è meno controllato dal fisco meno del versamento. Tuttavia superata una certa cifra si rischia accertamento

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Prelievo bancomat (Foto Pixabay)

Il prelievo bancomat è un’operazione molto comune nei correntisti. Anche se ad oggi con la spinta digitale sono sempre meno le esigenze di portare un buon numero di contanti con sé. A ridosso della stagione estiva, i pagamenti in contanti hanno ricevuto una stretta. Ad esempio tutti gli esercizi commerciali sono obbligati ad avere il pos ed a far pagare qualunque cifra con la transazione elettronica, anche solo per un semplice caffè. In caso contrario si può cadere in una sanzione salata più il 4 per cento dell’importo del bene oggetto della questione.

per quanto riguarda i prelievi al bancomat, essi sono soggetti a commissioni. Solitamente i contratti con le banche prevedono prelievi gratuiti in tutti gli ATM della propria banca, ed una commissione variabile per i prelievi in banche diverse dalla propria.

Prelievo bancomat, le condizioni che fanno scattare i controlli

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Prelievo bancomat (Foto Pixabay)

Come misura per la lotta all’evasione fiscale ed al riciclaggio del denaro sporco, le operazioni bancarie possono essere attenzionate. In particolare i versamenti, con il sospetto di ripulire dei contanti. Tuttavia anche i prelievi possono essere messi sotto i riflettori. Ad esempio nel caso di prelievi bancomat ingenti molto ravvicinati, opuure anche il contrario. Se un correntista ad esempio usa prelevare una certa somma ogni settimana, e per un mese intero non effettua prelievi, può far generare sospetti, essendo delle differenze sostanziali dalle abitudini del correntista.

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In questi casi si può cadere in un accertamento fiscale. Se si prelevano oltre 10.000 euro in un solo mese, la banca, attraverso chi è incaricato a svolgere questo lavoro, può chiedere le motivazioni e la destinazione di questi contanti. Nel caso le risposte siano insoddisfacenti, sarà a discrezione della Uif (Unità di Informazione Finanziaria) se procedere o meno con ulteriori controlli da parte del Fisco.

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Questo è un altro passo verso la circolazione sempre minore di contanti. Una stretta ulteriore è per gli acquisti cash, che al momento non possono superare i 1.999 euro. Dal primo gennaio 2023 la somma verrà dimezzata a 999 euro.