Allarme Superbonus: ora potrebbero bloccarsi questi cantieri

Il superbonus sta riscontrando diverse difficoltà. Le richieste dei fondi sono superiori a quanto stanziato

Superbonus (Foto Pexels)

Negli ultimi due anni l’economia ha risentito delle conseguenze della pandemia. Per questo motivo sono state intraprese iniziative dai diversi governi che si sono succediti per stimolare la ripresa. Il superbonus 110% è uno degli strumenti adottati dal legislatore per rilanciare l’economia e il lavoro.

Lo strumento è utile anche per la messa in sicurezza degli edifici e per raggiungere un livello energetico più efficiente che comporti, quindi, anche un minore consumo di energia. In tempo di crisi energetica e di necessità di diminuire il fabbisogno questa misura può aiutare tanto.

Superbonus, problemi con la cessione del credito: imprese a rischio

Superbonus (Foto Pexels)

Tuttavia, l’iniziativa è molto dispendiosa e negli ultimi mesi sono stati effettuate diverse modifiche procedurali per scongiurare fenomeni di frodi. L’ultimo ostacolo riguarda la sospensione della cessione del credito da parte delle banche. In questo modo, molte imprese rischieranno seriamente.

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Infatti, le imprese che avranno atteso il via libera definitivo delle banche per iniziare i lavori non corrono rischi, sono semplicemente ferme. Le imprese edili che, invece, hanno iniziato i lavori senza avere la conferma certa della cessione del credito della banca, in caso di sospensione corrono il rischio di perdere gli investimenti effettuati oltre a dover fermare i lavori.

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A questa problematica si aggiunge la questione relativa ai fondi. L’Enea, ente pubblico di ricerca che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, ha rivelato che i fondi richiesti sono maggiori di quelli stanziati.

Infatti, sono stati prenotati lavori per 33,7 miliardi contro i 33,3 miliardi di euro stanziati. E’ intuibile in tal senso un intervento del Governo che dovrà risolvere anche un’altra questione. L’esecutivo, però, difficilmente troverà le risorse generando altro debito pubblico. Infatti, il Governo è già alle prese con la ricerca di 7 miliardi per un nuovo decreto di sostegno contro i rincari.