Allarme feci: se sono così c’è una brutta sorpresa

Al manifestarsi di determinati sintomi, l’esame colturale delle feci può rivela la presenza di una brutta notizia. Di cosa si tratta

Allarme feci: se sono così c'è una brutta sorpresa
Tenia (Foto Adobe)

Chi meglio di noi dovrebbe conoscere il nostro corpo. Esso comunica, ci parla. Eppure non sempre siamo in grado di ascoltarlo adeguatamente; talvolta, invece, non vogliamo. Alcuni sintomi possono sorprenderci per la loro irruenza, ma solo alcuni esami diagnostici possono attribuire loro l’inequivocabilità di certe patologie. Non meno importanti sono l’alimentazione con il quale teniamo in vita il nostro organismo e, non ultime, le condizioni nelle quali lo facciamo.

Ecco dunque che l’attenzione da prestare è massima quando manifestiamo questi sintomi:  forte appetito che non si placa dopo ingenti quantità di cibo ingerite, e il persistente senso di debolezza e stanchezza, dovute un deficit calorico e a carenze vitaminiche; diarrea alternata a stitichezza; dolori addominali; nausea e vomito. Sarà opportuno pensare a sottoporsi ad un esame colturale delle feci.

Allarme feci, cosa si può nascondere all’interno dell’intestino

Allarme feci: se sono così c'è una brutta sorpresa
Tenia (Foto Adobe)

Se avviene in condizioni igienico-sanitarie critiche, l’alimentazione rappresenta il volano per la trasmissione infettiva, ricondotta, ad esempio, al consumo a crudo o senza adeguata cottura di carni di bovino o di maiale contaminate; analogamente, al consumo di acqua o cibo, contenenti o entrati in contatto con le feci di un individuo o un animale infestato dalla tenia.

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L’esame colturale delle feci, appunto, potrebbe individuare quello che viene comunemente chiamato il verme solitario o tenia (Taenia), ovvero il parassita pluricellulare appartenente ai vermi intestinali, che infestano, cioè, l’intestino dell’organismo ospite. Talvolta è sufficiente il contatto casuale degli abbigliamenti, lenzuola, feci o biancheria intima di un individuo infettato per favorire l’ngestione del parassita.

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All’inizio, l’infestazione è asintomatica; quando la tenia è diventata adulta all’interno dell’organismo ospite, si manifestano i sintomi sopra descritti. Essa provoca la cisticercosi, ovvero l’infestazione da larve, con la probabilità di un successivo trasferimento di queste larve all’interno di alcuni tessuti del corpo; l’insediamento di queste nell’encefalo dà orifigine alla neurocisticercosi, una variante temuta e pericolosa tale da condurre all’epilessia, all’idrocefalo, alla meningite o alla paraplegia. La terapia è a base di farmaci (niclosamide, il praziquantel e l’albendazolo), nonché di lassativi per facilitare l’eliminazione naturale del verme solitario e delle uova; altrimenti, il parassita viene asportato tramite un piccolo intervento chirurgico.