L’INPS potrebbe revocare l’assegno a questi pensionati

Ci sono misure di sostegno assicurate dall’ente di previdenza che sono soggette anche a revoca da parte degli organi preposti

Pensioni (Foto Adobe)

L’ente di previdenza sociale più antico d’Italia si occupa principalmente delle erogazioni degli assegni di pensione e delle misure di sostegno per i più deboli. Queste categorie di persone possono trovarsi in determinate situazioni di difficoltà temporaneamente, o per la perdita del lavoro o nel caso di difficoltà a deambulare.

Nel primo caso indicato come esempio, è prevista la Naspi, l’indennità di disoccupazione la cui riforma è stata introdotta nel 2015 che prevede un assegno della durata massima di 24 mesi. Nel secondo caso, esistono degli assegni di indennità da accompagnamento. Si tratta di una misura del valore di 525 euro mensili erogata a favore di persone che non riescono a deambulare e necessitano dell’accompagnatore.

Accompagnamento e revoca, c’è una novità

Invalidità (Foto Pixabay)

In questo caso, però, lo Stato prevede delle visite periodiche affinché venga verificata la sussistenza dell’invalidità. Qualora, infatti, per effetto di una visita di controllo prevista gli organi preposti non ritengono più necessario l’accompagnatore, l’assegno viene revocato. Tuttavia, una recente sentenza ha modificato i tempi di opposizione all’eventuale revoca dell’assegno.

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Infatti, la sentenza n.14561 depositata il 9 maggio della Corte di Cassazione ha modificato le procedura di impugnazione di revoca dell’assegno di accompagnamento. In precedenza, infatti, era necessario presentare una nuova domanda di accompagnamento per impugnare la revoca. La recente sentenza della Cassazione, invece, ha cambiato le procedure ritenendo un pregiudizio nel diritto del cittadino rallentare l’eventuale proseguimento della misura di sostegno.

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La sentenza, in sostanza, accorcia i tempi dei ricorsi in caso di revoca ingiusta dell’assegno di accompagnamento della persona invalida. Si evita, infatti, al cittadino di ripetere tutta la procedura inoltrando nuovamente una domanda. La sentenza è stata frutto di un ricorso di un uomo che si era visto rigettare in appello l’impugnazione della revoca dell’accompagnamento per l’assenza di una nuova domanda. Premiata la determinazione dell’uomo nel procedere fino all’ultimo appello possibile dalla giurisdizione.