Bonus benzina anche per questi lavoratori: la novità

Esteso il bonus carburante dal valore di 200 euro anche ad altre categorie di lavoratori che potranno usufruire dell’incentivo

Bonus benzina (Foto Adobe)
Bonus benzina (Foto Adobe)

Gli aumenti dei costi dell’energia rappresentano il tema più dibattuto nel Paese in questo periodo. Gli aumenti del carburante oltre che quelli relativi al consumo di luce e gas sono i grandi nodi economici del momento. Aumentare i costi energetici, infatti, significa generare inflazione e perdere potere di acquisto.

Il rischio è quello di generare aumenti che poi, nel tempo, non torneranno più ai prezzi di prima. Inoltre, l’inflazione frena anche la crescita prevista e rallenta gli effetti dei provvedimenti presi per rilanciare l’economia a due anni dalla pandemia. I provvedimenti presi, in alcuni casi, da forme di rilancio dei consumi si stanno trasformando in modalità di assorbimento degli aumenti.

Bonus carburanti, allargata la platea

Bonus benzina (Foto Adobe)
Bonus benzina (Foto Adobe)

In questo scenario il legislatore e il Governo cercano di tamponare le conseguenze dell’inflazione attraverso provvedimenti mirati. Oltre all’ultimo decreto Aiuti e energia, è stato approvato un emendamento al decreto Ucraina bis al Senato della repubblica. L’emendamento prevede una novità per quanto riguarda il bonus carburanti.

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Infatti, è arrivata l’estensione del bonus carburanti anche agli studi professionali. Ciò vuol dire che anche gli studi potranno emettere bonus da 200 euro per i carburanti da girare ai propri dipendenti. Questi bonus potranno, poi, essere tagliati dalle imposte sul reddito. Il bonus carburante è un vero e proprio buono benzina che, come si legge sul sito del Governo, è ceduto “a titolo gratuito da aziende e studi professionali ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore” .

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Inoltre, va ricordato che il bonus carburanti non concorre alla formazione del reddito relativo al 2022. E’ una misura di sostegno netta verso i lavoratori. La misura originariamente era destinata soltanto alle aziende private. Il costo relativo era stato stimato in 9,9 milioni di euro. La cifra si desume dalla perdita di gettito Irpef conseguente. Ora la cifra è destinata a crescere ma non c’è ancora una stima.