Conto corrente, attenzione se hai questa cifra sul conto

Nel 2022 l’inflazione corre forte e per gli italiani significa aumento delle spese. L’attenzione va puntata anche sui conti correnti

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Conto corrente (foto Adobe)

L’inflazione partita già nel 2021 sta andando ancor più forte quest’anno. Prima la pandemia con la ripresa dei consumi e poi il conflitto in Ucraina hanno determinato speculazioni e corse verso le materie prime. La conseguenza è stata una costante crescita dei prezzi, influenzati soprattutto dall’amento dei costi energetici.

Le bollette di luce e gas, infatti, sono in costante aumento a partire dal terzo trimestre del 2021 come periodo di riferimento dei consumi. Non sono bastati i decreti del Governo, ben quattro, per assorbire del tutto l’urto dell’impennata dei costi di luce e gas. L’attenzione degli italiani va puntata anche si conti correnti.

Conto corrente, quando si paga l’imposta di bollo

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Imposta di bollo (foto Adobe)

Infatti, anche nel mondo bancario si sta assistendo ad un graduale cambiamento. Si spinge verso i pagamenti digitali non solo dalle istituzioni politiche. Ne consegue un aumento dei costi dei prelievi e un incremento della tenuta dei conti correnti bancari tradizionali. Per questo motivo è opportuno cercare di evitare ulteriori costi come l’imposta di bollo sul conto.

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Infatti, quest’ultima si paga nel momento in cui si raggiungono o si superano depositi da 5.000 euro in poi. Per non pagare l’imposta di bollo, è necessario avere in giacenza una cifra inferiore ai 5.000 euro. E’ possibile ottenere l’esenzione dell’imposta di bollo sul conto corrente anche se non si supera una cifra di reddito Isee.

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In tal caso, per evitare di pagare l’imposta sul conto basta avere un Isee inferiore a 7.500 euro. Inoltre, l’imposta non è dovuta sui conti correnti aperti per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. E’ opportuno ricorda che l’imposta di bollo è dovuta per tutte le tipologie di conti correnti bancari, per i conti correnti postali e per i libretti di risparmio.

Il tributo annuale equivale a 34,20 euro per le persone fisiche mentre sale a ben 100 euro per le aziende, le imprese e i titolari di partita IVA. L’importo viene solitamente addebitato ogni tre mesi direttamente sui conti correnti che superano le cifre sopra indicate o nei casi in cui l’Isee superi il limite previsto.