Assegno unico INPS, maggiorazioni anche per queste famiglie

L’INPS chiarisce sulle maggiorazioni che coinvolgono i nuclei numerosi, percettori dell’Assegno Unico. Ecco tutti i dettagli

assegno unico inps ritardi motivi
Assegno unico Inps (Foto Adobe)

Da marzo scorso è in vigore l’Assegno Unico e universale; un inizio ufficiale che non ha però significato la completa definizione della misura di supporto economico. Ma non è certamente un punto a sfavore, in quanto gli aggiornamenti sono pressoché all’ordine del giorno. Mentre continua il “rodaggio” del sostegno erogato dall’INPS, una prima tranche di assegni ha raggiunto i 4,8 milioni di titolari, ossia tutti quei figli a carico dei nuclei familiari fino ai 21 anni compiuti o disabili.

È comprensibile dunque un più che doveroso processo di miglioramento circa la copertura degli aiuti; la giovane misura economica ha radicalmente razionalizzato il pacchetto composto da precedenti bonus commisuratamente erogate alle famiglie; alcuni di essi sono stati assorbiti; altri, come il Bonus asilo, sono sopravvissuti affiancando l’AU, in risposta alla varie specificità espresse dalle non certo facili condizioni di mantenimento dei figli. Anche i lavoratori dipendenti hanno ricevuto un ulteriore sostegno dalle ultime novità normative in materia di detrazioni.

Assegno unico, questo numero di figli per famiglia dà diritto alle maggiorazioni

Assegno unico INPS domanda istruttoria perché
Assegno unico INPS (Foto Adobe)

L’assegno spetta a ciascun figlio a carico di tutte le famiglie, a prescindere dal reddito; l’importo sarà però elargito in misura congrua allo stato economico, o meglio al reddito annuale, che sia inferiore, pari o superiore a 40mila euro, nel quale il sostegno si riduce alla riscossione di un assegno base. Fa fede pertanto pertanto la comunicazione del valore ISEE del reddito familiare per poter ricevere mensilmente una cifra equa alle reali necessità di spesa per i figli.

Leggi anche: Prelievo bancomat, ecco chi rischia seri controlli

I recenti chiarimenti dell’INPS hanno riguardato casistiche familiari specifiche; tra queste emergono i dettagli sugli ulteriori vantaggi destinati ai nuclei numerosi. Si tratta di maggiorazioni sull’assegno unico che già ricevono i figli: in particolare, sono previsti 85 euro in più sull’assegno mensile di ciascun figlio successivo al secondo. La maggiorazione sarà piena se l’ISEE è pari o inferiore 15mila euro; andrà a ridursi, analogamente all’importo dell’AUU, in corrispondenza di un ISEE equivalente a 40mila euro, raggiungendo un valore di 15euro. Nelle famiglie con quattro o più figli, la maggiorazione diventa forfettaria.

Leggi anche: Bonus nido INPS, ecco chi rischia di perdere i rimborsi

Gli altri chiarimenti previdenziali concernono i figli maggiorenni. Come sappiamo l’assegno spetta ai figli fin tanto non abbiano superato i 21 anni di età. Ma a quali condizioni? Si richiede loro: la frequentazione di un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea; lo svolgimento di un tirocinio o di un’attività lavorativa che produca un reddito complessivo inferiore a 8mila euro; lo stato di disoccupazione e che siano quindi in cerca di lavoro presso i Centri per l’impiego; lo svolgimento del servizio civile universale. Se un figlio compie la maggiore età dopo che la domanda sia stata già inoltrata, può richiedere l’assegno per conto proprio.