Reddito di cittadinanza, bonus per chi ha un cane o un gatto

Il possesso di animali domestici non limita la richiesta del Reddito di Cittadinanza purché vengano sostenute queste spese. Vediamo quali

Reddito di cittadinanza quanto spetta di assegno unico
Reddito di cittadinanza (Foto Adobe)

Si contano nell’ordine dei 2,8 milioni i percettori del Reddito di Cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà che sostiene economicamente i soggetti momentaneamente in difficoltà. Questo strumento dovrebbe colmare – ci si augura davvero per il tempo necessario – quel deficit provvisorio di autosufficienza e autosussistenza causato da un periodo di particolare crisi. E per quanto ci riguarda, gli esempi non mancano.

Mentre viene – da un lato – garantita la sopravvivenza di chi, ad esempio, ha perso il lavoro e deve rispondere di una famiglia a carico, dall’altro, il RdC accompagna il soggetto coinvolto nel reinserimento al lavoro e all’inclusione sociale; sappiamo infatti quanto la percezione di una povertà diffusa faccia stagnare l’economia, ma esclude anche intere fasce di persone dagli effetti benefici dello sviluppo sociale di una comunità.

Reddito di cittadinanza, quali agevolazione per gli animali domestici

Reddito di cittadinanza, bonus per chi ha un cane o un gatto
Animali domestici (Foto Krista Mangulsone on Unsplash)

Richiedendo la misura reddituale, gli aventi diritto aderiscono a un programma di reinserimento delle opportunità professionali: infatti, per percepire regolarmente la mensilità di sostegno sulla apposita Carta Reddito di Cittadinanza, non possono sottrarsi alla sottoscrizione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro presso il Centro di Impiego di competenza.

Nel frattempo, per 18 mesi sono garantite le “ricariche” che consentono di sostenersi nell’attesa di un impiego; altrimenti, alla scadenza del primo ciclo, vi è una sospensione dell’erogazione per un mese e poi riparte, in automatico, per altri 18 mesi. Oggigiorno, il ruolo di tale supporto economico è indubbio sull’impatto con la dura realtà verso cui si dirige un nucleo familiare; all’interno di esso (se così si può dire), troviamo anche altri compagni di vita, presenza oramai sempre più fissa: gli animali domestici.

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Un cane o un gatto, quando condivide lo stesso tetto è annoverato, dalla maggior parte dei proprietari, un familiare in senso stretto: se ne condividono le gioie dello starci insieme; se ne condividono i dolori durante la malattia o verso la morte dell’animale. Detto ciò, il RdC non considera la dolce presenza a quattro zampe un limite per accedervi; o meglio, la normativa non si esprime in tal senso, tant’è vero che l’Associazione Nazionale Medici Veterinari ha chiesto che si preveda uno sconto dal 22 al 10% dell’aliquota, se non l’esenzione sulle spese veterinarie.

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Una richiesta ritenuta legittima a fronte del riconoscimento normativo, per ogni proprietario, di prendersi doverosamente cura del proprio animale. Moralmente, quindi, non dovremmo ritenere la presenza canina o felina, o di altro genere, come la concessione di un lusso. Ma, come detto, la legge non si esprime in tal senso e pertanto nulla osta l’erogazione. A differenza del gioco d’azzardo o dei giochi a premi.