Reddito di cittadinanza, esiste un limite INPS per i rinnovi?

Se evidenti sono i benefici che il Reddito di Cittadinanza ha portato su tre milioni di italiani, si sa meno su scadenze e rinnovi. Chiariamo

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Sono quasi un milione e mezzo le famiglie che hanno richiesto e godono del Reddito o della Pensione di Cittadinanza. Risulta piuttosto evidente che un periodo storico come quello che stiamo vivendo ha richiesto una misura del genere, consentendo allo Stato di affiancare e di sostenere i cittadini o le famiglie in stato di necessità.

Inoltre, questo strumento, nel corso della sua erogazione, è stato potenziato grazie all’integrazione con ulteriori piccoli bonus, “ricariche” e con l’Assegno unico circolare. Questi “di più” hanno irrobustito l’importo mensile del Reddito o della Pensione di Cittadinanza senza scalfire la sua efficacia e senza nulla togliere al cittadino; infatti, sono misure che non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e perciò non si rischia di andare incontro a eventuali riduzioni o revoche. 

Reddito di cittadinanza, quando si rinnova?

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Reddito di Cittadinanza (Foto Pixabay)

Innanzitutto c’è da dire che l’elemento di riferimento che ricade sulle famiglie è il tempo in cui si trovano in una condizione di disagio economico. La seconda precisazione riguarda la durata del Reddito di Cittadinanza: 18 mesi continuativi. È assolutamente possibile rinnovare il sussidio ma occorre che sia sospeso un mese prima del rinnovo.

Dalla data della sua entrata in vigore, si può affermare che i nuclei che sin dall’inizio godono del Reddito, si trovano al terzo rinnovo: la norma non prevede, in effetti, alcun limite al numero di rinnovi possibili, né esiste un limite al numero minimo e massimo dei rinnovi consentiti, almeno in base all’attuale riconoscimento dei requisiti in possesso previsti dalla legge e fino ad eventuali modifiche.

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Per inoltrare la nuova domanda, occorre attendere 18 mesi dal giorno della revoca o della decadenza; basteranno 6 mesi se nel nucleo familiare sono presenti minorenni o soggetti con disabilità. Dopodiché, l’accettazione della richiesta apre ad altri 18 mesi di decorrenza. Il rinnovo della determinazione Isee dopo il 31 gennaio può causare la sospensione del sussidio; con l’ulteriore decorrenza si andrà a recuperare qualsiasi eventuale decurtazione di una o più mensilità dovuta alla precedente sospensione, fatta salva la persistenza dei requisiti.

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Infine, l’Inps salvaguarda il reddito di cittadinanza anche per coloro che si sono visti sospendere il godimento del beneficio prima dello scadere dei 18 mesi canonici. L’Ente di Previdenza terrà traccia dell’avvenuta riscossione fino a un massimo di 5 anni, dalla data di conclusione dell’erogazione, entro i quali c’è tempo per una nuova richiesta, come fosse una prima domanda.