Pensioni, controlli INPS: chi rischia il blocco dell’assegno

Sta per iniziare un biennio di controlli a tappeto per quanto riguarda una fetta di pensionati italiani. Ecco cosa potrebbero rischiare

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Il 2022 porta con sé una rivalutazione sulle pensioni per adeguarle al costo della vita e all’inflazione che ormai è vicinissima al 6%, mai così male dal 2008. Come comunica l’INPS, a partire dal mese di marzo l’indice di perequazione dovrebbe assestarsi al + 1,7% rispetto al 2021.

A gennaio, poi, sulle pensioni saranno effettuate le trattenute relative alle addizionali regionali/ comunali 2021 oltre all’Irpef. Nei casi in cui tali trattenute siano state inferiori rispetto a quanto dovuto su base annua, le somme saranno recuperate a debito nel calcolo degli assegni relativi ai primi due mesi dell’anno in corso.

Le verifiche sulle pensioni non riguarderanno solo i pensionati italiani ma anche tutti coloro che ricevono l’assegno previdenziale ma vivono all’estero.

Pensioni, scattano i controlli sugli italiani all’estero

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Per quanto riguarda i pensionati che vivono all’estero, sia il 2022 che il 2023 saranno gli anni dei controlli a tappeto. Ad annunciarlo l’INPS poco prima di Natale. Tutti coloro che risiedono in America, nei Paesi scandinavi, negli Stati dell’Est Europa, in Asia e in Medio ed Estremo Oriente, a partire dal prossimo 7 febbraio, riceveranno da Citibank Na, l’istituto che si occupa di effettuare i pagamenti al di fuori del territorio nazionale per conto dell’Inps, gli specifici moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita.

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La documentazione inviata dovrà essere compilata e restituita entro il 7 giugno 2022 mentre il pagamento del mese di luglio potrà essere effettuato solo in contanti presso le Agenzie Western Union. Se al mancato invio dell’attestazione in vita si aggiunga anche la non riscossione della pensione, il pagamento della stessa sarà sospeso a partire dalla successiva rata, ovvero quella di agosto 2022.

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I controlli, però, non finiranno qui. A partire dal 14 settembre 2022 partirà la seconda fase dei controlli che interesserà i pensionati residenti in Europa (Paesi Scandinavi e Paesi dell’Est esclusi), in Africa e nel Continente australe. Il modulo ricevuto dovrà essere compilato e restituito entro e non oltre il 12 gennaio 2023.

Anche in questo caso se manca la consegna, il pagamento della rata di febbraio 2023 potrà avvenire solo in contanti presso le Agenzie Western Union. Se saltassero sia la restituzione del modulo che la riscossione, la pensione sarà sospesa a partire dal mese successivo, ovvero marzo 2023.