Nuovi rimborsi in arrivo con il cashback fiscale: di cosa si tratta

Sarà battaglia in Senato sul cashback fiscale, la novità proposta per contemperare l’addio al programma di Stato

Cashback
Acquisto con carta (Foto Adobe)

La legge di bilancio volge verso il momento più caldo. Ridotti da 6mila a 500 gli emendamenti ancora da discutere Ora la legge è passata al Senato ed entro il 21 dicembre è attesa al suo ritorno alla Camera. Si annuncia, tuttavia, grande battaglia a Palazzo Madama. Gli emendamenti da discutere sono ancora molti tant’è che si è deciso di dividere le discussioni per argomenti. Tra questi c’è anche il cashback fiscale, l’ultima proposta dei fautori del ritorno al cashback di Stato.

Cashback fiscale, la novità a costo zero

Cashback
Pixabay

Si tratta di un rimborso immediato su carta dell’importo delle detrazioni previste sul 730. Tutte le spese che, in sintesi, andrebbero poi recuperate in detrazione sulla dichiarazione dei redditi dopo circa un anno, verrebbero recuperate immediatamente. E’ un cashback mitigato che non comporta nuovi costi per lo Stato rispetto al programma dello scorso anno al quale avevano aderito oltre 9 milioni di italiani. Il cashback di Stato, infatti, è stato bocciato perché le risorse investite sono state ritenute ingiustificate.

Leggi anche: Spid, che differenza c’è tra i 3 livelli di sicurezza?

Secondo il ministro dell’economia, infatti, i dati dicono che dopo la sospensione del 1 luglio 2021, i pagamenti digitali non hanno subito cali importanti. Ciò non giustificherebbe un ulteriore investimento nel rinnovo del programma cashback così come era stato ideato dal governo Conte 2. I fautori del rinnovo del programma, così, hanno studiato e proposto un nuovo cashback a costo zero per le casse statali. Si tratterebbe, infatti di incentivare i pagamenti su carta delle spese detraibili offrendo il rimborso immediato.

Leggi anche: Naspi e Reddito di cittadinanza: c’è una grossa novità

La proposta mette in difficoltà i bocciatori del cashback perché stavolta non ci sono costi. L’idea potrebbe risultare molto efficace per la lotta all’evasione specie in alcune prestazioni dove la fatidica domanda: “le serve la fattura”? regna sovrana. Si cerca, in sintesi, di stimolare le persone a pagare lasciando traccia.