Niente più Naspi in questo caso: novità per il 2022

Con il nuovo anno ed il superamento del blocco dei licenziamenti, alcune categorie saranno escluse dalla Naspi

Naspi marzo
(pixabay)

Si avvicina il 31 dicembre, che oltre alla fine dell’anno solare, è la data che corrisponde, almeno per ora, allo stop ufficiale dell’emergenza sanitaria. Certo, è paradossale che questa scadenza arrivi proprio nel momento in cui si spinge per ulteriori restrizioni e che i contagi sono in aumento.

In ogni caso le notizie per alcuni percettori di Naspi con l’aprirsi del nuovo anno non sono buone. L’emergenza sanitaria ha visto l’economia del paese riassestarsi rapidamente in funzione di ammortizzamento della crisi economica. E’ stata istituita per l’occasione una Cassa Covid, che terminerà con lo scadere dell’anno solare.

Allo stesso tempo, il blocco dei licenziamenti ha fatto sì che alcuni lavoratori ricevessero un incentivo all’esodo, ovvero una gratifica generosa di uscita dall’impiego. Come sappiamo la Naspi si può richiedere solo in caso di perdita involotaria di lavoro, ovvero licenziamento o dimissioni volontarie

Naspi, chi la perderà nel 2022 

Pensione di reversibilità
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Ma con l’emergenza in corso, è stato provvisoriamente previsto che anche coloro che si erano licenziati con incentivo all’esodo ricevessero la Naspi. E’ stata una deroga che è durata fino a quando è durata l’emergenza sanitaria.

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Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 dicembre l’Inps, in una specifica circolare, ha precisato che dal 2022 i lavoratori che lasceranno il lavoro con incentivo all’esodo non avranno diritto alla Naspi.

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Nella circolare dell’Istituto di previdenza sociale si legge che:

  • Per le aziende con divieto di licenziamento fino al 30 giugno 2021, l’accesso alla NASpI per incentivo all’esodo spetta solo se l’accordo è stato siglato entro tale data.
  • Per le aziende con divieto in data successiva (31 ottobre oppure 31 dicembre 2021), in fase di domanda di indennità, i lavoratori devono allegare l’accordo collettivo e la propria adesione (in questi casi, il datore di lavoro è comunque tenuto al pagamento del ticket di licenziamento).
  • Dal primo gennaio 2022, superata la normativa emergenziale, la NaspI torna ad essere riconosciuta solo nei casi ordinari di licenziamento.