Reddito di libertà da 400€ al mese: come fare domanda

E’ già online la procedura per i singoli comuni per quanto riguarda la domanda per ottenere il reddito di libertà

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(Facebook)

Il reddito di libertà ha già una proceduta che può essere attivata per fare domanda. Si tratta del sostegno economico previsto dallo Stato per aiutare le donne che subiscono violenze e maltrattamenti a sfuggire ai loro aguzzini. E’ un sostegno a favore di donne che hanno già attivato un percorso presso centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e riguarda sia le madri che donne senza figli. Inoltre, è possibile anche ottenere il reddito di libertà pur avendo già Naspi o reddito di cittadinanza.

Reddito di libertà disponibile la procedura

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L’Inps ha comunicato con una nota dello scorso 24 novembre che è attiva la procedura online per i comuni al fine di chiedere il reddito di libertà. L’Istituto nazionale previdenza sociale indica nella nota che la domanda per accedere al contributo deve essere presentata allo stesso ente previdenziale dalle donne attraverso il Comune di residenza. L’Inps ha reso disponibile anche il modulo da utilizzare nello stesso messaggio in cui informa dell’attivazione della procedura di domanda.

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L’Inps ha ricordato nella nota dello scorso 8 novembre che il reddito di libertà è finalizzato a sostenere in via prioritaria determinate spese: nello specifico si tratta delle spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale alle donne oggetto di maltrattamenti. Inoltre, rientra nelle spese prioritarie anche il sostegno scolastico per i figli minori. Intanto la rete di associazioni antiviolenza sulle donne Di.Re. ha ricordato attraverso la referente della Regione Veneto che il sostegno è insufficiente:

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“E’ un intervento di facciata, – ha ricordato la consigliera dell’associazione per la regione Veneto Zanni – se si considerano i 3 milioni di euro del Piano nazionale antiviolenza 2017-2020 che vi sono stati investiti: ne potranno beneficiare al massimo 625 donne in tutta Italia, quando sono oltre 20.000 ogni anno le donne accolte nei soli centri antiviolenza”, ha concluso la referente.