Prelievo Bancomat, dopo che soglia scattano gli accertamenti?

Il prelievo ed il versamento di contanti sono operazioni che possono essere monitorate dalle autorità. In che misura è lecito?

Carte di credito e bancomat troppo costosi, l'allarme Consumerismo No profit
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Negli ultimi anni la normativa italiana sta tentando di adeguarsi all’Europa in quanto antiriciclaggio e lotta all’evasione fiscale. Non è un compito facile in Italia, ma il Piano treiennale di prevenzione ha deciso di puntare molto sul monitoraggio del denaro.

Per questo motivo il denaro contante, o meglio, le transazioni in contanti, vengono sempre più disincentivate, in favore della moneta elettronica, ovvero i bonifici o le operazioni con carta di credito e Bancomat. Lo abbiamo visto con il cashback e la lotteria degli scontrini, dove ad ogni transazione elettronica il consumatore riceveva una sorta di “premio”.

Ma il focus della questione è sui movimenti Bancomat quali versamenti e prelievi. Per le norme antiriciclaggio ed antievasione suddette, lo stato ha inserito delle soglie massime di transazioni in contanti.

Il versamento ingente è una delle operazioni più sospette, un modo per riciclare denaro sporco o per eludere il fisco. Non sono stati stabiliti dei tetti massimi, ma oltre una certa cifra, magari reiterata nel tempo, la banca è autorizzata a chiedere al correntista l’origine di tutto quel denaro in contanti.

Bancomat, cos’è il prelievo libero

Bancomat
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Discorso differente riguarda i prelievi di contanti. A differenza del versamento, il prelievo è un’operazione che la Cassazione ha stabilito non essere a rischio, fino ad un certo punto. Ciò significa che è molto più difficile che scattino controlli o accertamenti in seguito a prelievi di grosse somme di denaro. Questo è il prelievo libero.

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Ma attenzione: dal 2022 non si possono più fare acquisti di 1000 euro in contanti, e l’operazione può sembrare sospetta. Quindi che ci fa un correntista con molti contanti?

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Questa domanda se la pone anche l’autorità incaricata di vigilare sulle transazioni, tanto che, anche se il prelievo Bancomat non è considerato un’operazione sospetta, oltre i 10.000 euro nello stesso mese la banca è obbligata a darne comunicazione alla UIF.