Bancomat, mai prelevare questa cifra in un mese: rischi grosso

Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che prelevare al bancomat questa cifra può far scattare dei controlli

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(Getty Images)

Prelevare soldi dallo sportello bancomat è diventata ormai una prassi per tutti gli italiani che non rinunciano ad avere qualche contante in tasca. Nella mente degli italiani è infatti ancora lontano il pensiero di poter pagare anche un caffè o una colazione di pochi euro con la carta di credito.

Non tutti, però, sono a conoscenza del fatto che ci sono dei rischi quando si prelevano troppi contanti al bancomat dal momento che scattano i controlli fiscali se si superano determinate soglie.

Bancomat, attenzione a non prelevare più di questa cifra

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Ci sono casi in cui il Fisco può guardare con sospetto alcuni movimenti sul nostro conto corrente che possono sembrare strani e spinge la banca a segnalarli all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia. Al giorno di oggi i controlli fiscali sono resi possibili grazie agli strumenti tracciabili, come i pagamenti digitali. La tracciabilità riguarda in qualche modo anche i soldi contanti, in particolare quando questi vengono prelevati o versati su un conto corrente, bancario o postale.

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I controlli da parte del fisco scattano se nell’arco di un mese preleviamo dal nostro conto corrente bancario più di 10 mila euro. I sospetti scattano anche se preleviamo questa cifra in più operazioni. Sarà poi la stessa UIF ad analizzare il comportamento del cliente, i prelievi effettuati, anche nei mesi precedenti, ed eventualmente avvisare la Procura. Prelevare cifre del genere, infatti, può essere riconducibile a reati come riciclaggio, criminalità organizzata, traffico di droga o di armi.

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Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione i prelievi dal conto corrente, a differenza dei versamenti, sono sempre liberi e il Fisco non può chiedere spiegazioni. Il prelievo in contanti, anche se ritenuto sospetto e non giustificato, non può essere utilizzato come motivazione per far scattare un accertamento fiscale. Tuttavia al superamento dei 10.000 euro prelevati scattano le norme antiriciclaggio.

Ricordiamo, poi, che per l’Agenzia delle Entrate tutti i versamenti sul conto corrente sono reddito imponibile, a meno che non si possa dimostrare, con prove scritte, che si tratta di redditi esenti come donazioni o i risarcimenti, o redditi già tassati alla fonte come le vincite.