Pensione reversibilità, si va verso il taglio? Ecco cosa sta accadendo

L’OCSE suggerisce all’Italia di ridurre la spesa per quanto riguarda la pensione di reversibilità ed il problema riguarda le donne

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Il dibattito sulle questione delle pensioni sta infiammando l’Italia da questa estate e, dall’ultima relazione economica sull’Italia da parte dell’OCSE, questo dibattito potrebbe accendersi ancora di più.

L’OCSE, l’organizzazione con sede a Parigi ha consigliato all’Italia di tagliare la pensione di reversibilità. Stando ai dati, ogni anno il nostro Paese spende il 2,4% del PIL per questo tipo di assegno, nettamente sopra la media dell’area all’1%.

Pensione di reversibilità, perché è un problema che riguarda le donne

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La pensione di reversibilità è quella che percepisce il vedovo o la vedova alla morte del coniuge. Contrariamente a quanto si crede, la pensione di reversibilità non è un “regalo” da parte dello Stato ma sono dei contributi versati all’INPS dal lavoratore che contemplano anche il caso di vedovanza.

Per l’OCSE la spesa per la pensione di reversibilità in Italia sarebbe eccessiva. Il problema, neanche a dirlo, riguarda in maniera particolare le donne dal momento che queste, vivono in media più degli uomini.

Fino alla legge Fornero si andava in pensione anche 5 anni prima con l’età ufficiale, almeno nel settore privato e le leggi in materia avevano garantito un assegno di vedovanza alle donne di almeno una decina di anni. Oggi, invece, l’età pensionabile per uomini e donne è stata parificata. 

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Attualmente, per quanto riguarda le donne, solo il 48 per cento in età lavorativa ha una occupazione e questo ha conseguenze proprio sull’impatto della pensione di reversibilità. Arrivando alla vecchiaia con pochi contributi o nessuno versato, la donna italiana rischia di rimanere priva di reddito con la morte del coniuge e lo Stato non può fare altro che riconoscere l’assegno.

L’eccesso di spesa rilevato dall’OCSE è reale ma non dipende dalla manica larga dello Stato quanto dallo scarso funzionamento del mercato del lavoro italiano.