Perché la Francia ha sospeso i richiami dei prodotti contaminati da ossido di etilene?

Una decisione che sfrutta un vuoto normativo nella legislazione Ue sulla sicurezza alimentare, e al quale si sono accodate anche Germania e Regno Unito

In Francia continua a tenere banco all’interno dell’opinione pubblica, la scelta del governo di non ritirare più dagli scaffali dei supermercati i prodotti che risultano contaminati da ossido di etilene, un disinfettante cancerogeno vietato all’interno dell’Unione Europea. La scelta dell’esecutivo guidato da Macron ha destato non poche perplessità in quanto fino al quel momento la scelta del governo era andata nella direzione opposta, procedendo alla requisizione di migliaia di prodotti soggetti al richiamo nelle catene dei supermercati della nazione. Ma questo è accaduto a seguito di una vaghezza legislativa di cui l’Eliseo ha deciso di approfittare. La maggior parte dei prodotti richiamati contenevano al loro interno quantità esigue di ossido di etilene, che a volte faticano ad essere rilevate persino dagli stessi laboratori preposti alle analisi. E dato che la normativa europea riguardo le soglie minime entro cui giudicare nocivo un prodotto risulta abbastanza vaga in merito, si è riusciti a trovare un vulnus giuridico entro cui diventa impossibile stabilire se all’interno di questi prodotti segnalati, vi sia una quantità da considerare minima o meno di ossido di etilene. Una decisione quella presa dal governo francese che ha fatto molto discutere, anche se subito dopo si sono ben presto anche accodate anche la Germania e il Regno Unito.

Immediate naturalmente le proteste da parte del mondo associazionistico che si occupa della tutela dei consumatori. Il sindacato francese Solidaires CCRF and SCL, insieme alla ONG Foodwatch hanno iniziato a pressare l’Unione Europea affinché si pronunciasse sulla scelta intrapresa dal governo francese, che naturalmente rischia di creare un precedente molto pericoloso. Anche perché, precisa il sindacato “nessun livello di esposizione all’ossido di etilene può essere definito sicuro per consumatori e per questo i prodotti che contengono farina di semi di carrube o altri additivi contaminati con ossido di etilene devono essere ritirati dal mercato europeo”. 

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Nella giornata del 16 Luglio 2021 la Commissione Ue si è pronunciata in merito alla disputa, stabilendo che non vi possono essere eccezioni al bando di questi prodotti, anche laddove la presenza di ossido di etilene risulti minima. La Francia dunque sarà costretta a ritirare nuovamente tutti i prodotti segnalati dal mercato.