Truffa Postepay, dilagano mail e SMS fasulli: a rischio i risparmi degli utenti

Il fenomeno di phishing è in aumento. Risparmi e dati personali degli utenti sono a rischio anche solo cliccando un link. Come prevenire la truffa

Truffa Postepay
(Screenshot Poste Italiane)

Il fenomeno di phishing è ormai una tecnica nota ai più. Il nome proviene da una storpiatura del termine fishing, ovvero pesca. E’ una descrizione calzante. I truffatori non identificano una vittima specifica, puntano sui grandi numeri, certi del fatto che, statisticamente, avranno una percentuale di successo.

Le truffa della postepay a quando pare sta mietendo grosse vittime. Il nodo dell’imbroglio è la ricezione di una mail o di un SMS che mette in allarme l’utente. I testi possono recitare diciture di questo tipo: “E’ a rischio il vostro conto. Se non inserite le credenziali entro 12 ore il conto corrente verrà chiuso”, oppure: “Stiamo aggiornando il portale. E’ necessario verificare la propria identità seguendo questo link”.

Se ci si attiene alle indicazioni il gioco è fatto. Nella migliore delle ipotesi i truffatori ruberanno i dati personali, nella peggiore avranno accesso al conto corrente ed in pochi minuti il conto potrebbe essere decurtato di ingenti somme.

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Come proteggersi dalla pesca grossa online

Online si moltiplicano le opportunità di contatti al livello mondiale, ed allo stesso tempo si moltiplicano le possibilità di incontrare malintenzionati. Più o meno come sulla strada. Vivere il web necessita le stesse accortezze che si richiedono ad una donna girando da sola di notte in una metropoli.

E non è una metafora. E’ letteralmente così. E’ buon uso innanzitutto sospettare di qualunque contatto non ben identificato. La cosa migliore sarebbe ignorarlo, ma se proprio si è intenzionati a dare fiducia, come minimo ci si deve accertare dell’identità. Quindi se si ricevono messaggi o mail che tentano una “pesca” giocando sull’emotività, bisogna mantenere la calma e ricordarsi che la prudenza è la miglior carta da gioco sul web.

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Esistono contatti ufficiali del proprio istituto di credito a cui rivolgersi nel caso in cui si nutrano sospetti. E soprattutto ricordarsi che una banca o la Posta non chiederà mai all’utente di inserire le credenziali. Il pin deve rimanere segreto e in solo possesso dell’utente.