Pensioni del futuro a due fasi? Parla il presidente dell’Inps: cos’è successo

Pasquale Tridico, presidente Inps, parla del presente e del futuro in un’intervista a Sky TG24 Economia. Tema caldo: pensioni

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Il modo in cui si sta muovendo il mondo economico e politico, in uno stato d’emergenza ancora da superare, è una faccenda complicata. Le misure che sono state introdotte negli ultimi anni ora iniziano a mostrare gli effetti. In particolare i provvedimenti da pandemia per il contenimento della crisi economica e sociale

Ne parla Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps, in un’intervista rilasciata a Sky TG24 Economia. Tridico tenta di fare un po’ di chiarezza, ed allo stesso tempo, di avanzare proposte per il futuro.

Il tema pensionistico è diventato urgente da quando il governo ha deciso di abbandonare la Quota 100. Ma nonostante il ventaglio di ipotesi, nessun degno sostituto è stato ancora confermato.

Tridico suggerisce che una buona proposta potrebbe essere la pensione a due fasi: contributiva a retributiva. La prima, contributiva, si potrebbe ottenere con almeno 20 anni di contributi e 63 di età. La remunerazione sarebbe proveniente dai contributi versati. A 67 anni poi si avrebbe la seconda parte dell’assegno. La seconda, retributiva, si raggiungerebbe a 67 anni di età, su base contributiva e retributiva.

Il Presidente dell’Inps annuncia che c’è un forte incremento di entrate nelle casse dell’Inps. Al netto di una nuova scivolata nella crisi pandemica, i conti iniziano a tornare, ed andrà sempre meglio.

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Tridico, il capitalismo finanziario non funziona

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Tridico continua l’intervista soffermandosi sulla cassa integrazione. A parere del Presidente Inps è stata una misura necessaria a contenere la crisi. Al momento dei 330mila lavoratori che sarebbero stati licenziati solo il 20% si trova ancora in cassa integrazione.

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Il numero uno dell’Inps conclude con interessanti considerazioni sul capitalismo finanziario: “Durante il capitalismo finanziario, che non è più il capitalismo industriale, sono aumentate le disuguaglianze, sono cresciute le rendite finanziare, e questo non ha aiutato nemmeno la produttività perché di investimenti produttivi, purtroppo ce ne sono stati relativamente di meno. È una transizione che il nostro sistema ha preso dagli anni ‘80 in poi ed ha portato a delle conseguenze negative.”