Pensioni invalidità e disabili, i chiarimenti dell’INPS sul 2021

Pensioni di invalidità e disabili: arrivano i chiarimenti dell’Inps per usufruire del congedo straordinario per assistere un parente disabile

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Sono arrivati importanti chiarimenti da parte dell’Inps per quel che concerne le dinamiche familiari sul lavoro e sulla presenza di un convivente disabile. Il tema oggetto di discussione è quello delle pensioni di invalidità e della possibilità di congedo straordinario che si presenta nel momento della convivenza con un genitore disabile. La circolare dell’Inps ha accolto quella che è stata la sentenza della Corte Costituzionale.

Che si è espressa in materia con parere favorevole nel caso che il figlio non sia convivente del genitore disabile al momento della richiesta della domanda di congedo straordinario. Accogliendo tale ipotesi, si è andati nella direzione della garanzia dei diritti del disabile in tutte le condizioni possibili.

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In questo modo anche i figli che al momento della presentazione della domanda non siano conviventi del disabile possono godere della possibilità di assenza sul lavoro con congedo straordinario per assistenza del genitore. Con la garanzia dello stipendio non decurtato.

Pensioni di invalidità, i chiarimenti dell’Inps

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Sulle pensioni di invalidità e sulle disabilità l’Inps ha fornito un chiarimento importante ai fini dell’assistenza del genitore disabile. Ma solo nel caso che non vi siano altri familiari che possano prestare le cure necessarie alla persona affetta da disabilità. Solo in questo caso scatta il congedo familiare.

Secondo l’ordine delle priorità stabilito dalla legge, si deve tenere in considerazione in grado di parentela con la persona da assistere. In primo luogo possono accedere al congedo il coniuge convivente, ma anche il figlio con l’assistenza ai genitori non autosufficienti.

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Allargando l’orizzonte, si parla anche di fratelli e sorelle conviventi della persona disabile nel momento che non ci siano coniugi o figli nell’accudimento. Ma anche un parente affine e come detto anche un figlio non convivente, purché vi siano i presupposti per arrivare al congedo straordinario previsto dalla legge. E confermato dalla Corte Costituzionale e dalla circolare dell’Inps che ha offerto tutti i chiarimenti in materia.