Pensione anticipata, la Corte dei Conti boccia Quota 100

Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica: la Corte dei Conti boccia per la seconda volta Quota 100 

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La Corte dei Conti boccia Quota 100 per il secondo anno consecutivo. Dopo il parere sfavorevole dello scorso anno, anche quest’anno il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica non ha parere favorevole sulla misura del Conte 1.

Nel rapporto si legge infatti che sarebbe importante superare, in campo pensionistico, Quota 100 che scadrà proprio alla fine del 2021.

La Corte dei Conti nel Rapporto propone anche di “costruire un sistema di uscita anticipata che converga su una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro”.

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Quota 100, una misura destinata a morire?

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Secondo la Corte la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni sarà il vero tema caldo dei prossimi anni. Al momento ai lavoratori in regime pienamente contributivo la legge già consente di andare in pensione a 64 anni, servono però 20 anni di anzianità contributiva e un assegno di importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Giorni fa il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha parlato di una possibile doppia quota secondo cui andrebbe in pensione a 62/63 anni con almeno 20 anni di contributi ma per la sola parte contributiva della pensione maturata. La quota retributiva sarà poi disponibile raggiunti i 67 anni d’età.

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Nel Rapporto della Corte dei Conti, infine, si vede anche come ci sia un divario tra le risorse stanziate e quelle effettivamente spese. E’ evidente come meno lavoratori del previsto abbiano optato per la misura. Nel 2019 si sono registrate economie di spesa per 1,1 miliardi e nel 2020, sono stati pagati 5,2 miliardi a fronte di uno stanziamento di 7,6 miliardi.