Petrolio, la ripresa dei consumi fa crescere i prezzi

Il petrolio sta subendo un’impennata di prezzi, in vista del vertice Opec+ del 1° giugno. La ripresa dei consumi favorisce il greggio.

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Il ritorno ai consumi è timido ma presente. Il 2021 si è aperto con dei numeri deludenti, ma è necessario considerare la recrudescenza della pandemia, ed il ritorno a stili di vita ristretti. Non ci si è trovati in una condizione di desertificazione delle strade come durante il lockdown, ma le restrizioni governative mondiali sono state superiori alle attese stimate lo scorso autunno.

Con il ritorno ai consumi sono incrementati viaggi, trasporti su strada, utilizzo di energia. Tutto questo si riconduce alla materia prima che “muove” la contemporaneità, il petrolio.

La prospettiva della domanda di greggio per l’estate è ancora più rosea, e questo fa schizzare al rialzo le quotazioni del petrolio. Conseguenza diretta della crescita in borsa è l’aumento dei prezzi.

Il 1°  giugno (oggi, ndr) si riunisce il vertice dell’Opec+. Gli addetti ai lavori tenteranno di studiare le mosse più adeguate alla mutata condizione del mercato del petrolio.

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Le cifre sulla produzione di greggio

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La crescita della domanda di materia prima per il carburante ha portato a nuovi numeri sui prezzi.

“I future sul greggio Brent di agosto hanno raggiunto i 69,29 dollari al barile, in rialzo dello 0,83% mentre quello statunitense West Texas Intermediate (WTI) di luglio scambia in guadagno dello 0,89%, a 66,91 dollari al barile.” (quifinanza.it)

Il Ministro del petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, ha affermato che il suo paese può raggiungere la produzione di 6,5 milioni di barili al giorno (bpd), se gli Stati Uniti revocheranno le sanzioni sul commercio del settore petrolifero.

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Gli analisti di AZN affermano: “Crediamo che la domanda supererà l’offerta nell’ordine di 650.000 barili al giorno e 950.000 barili al giorno rispettivamente nel terzo e nel quarto trimestre”.