Reddito di cittadinanza, 100 denunce per truffa nel Vercellese

A Vercelli individuati e denunciati 100 “furbetti” che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto 

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Dall’inizio del 2021 i carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli in stretta collaborazione con l’Inps conducevano indagini su tutta una serie di individui che sembrava si stessero approfittando delle misure di sostegno economico previste dallo stato per i ceti meno abbienti, nello specifico il reddito di cittadinanza.

Mentre le indagini venivano coordinate dal Reparto operativo di Vercelli gli accertamenti erano eseguiti dal Nucleo ispettorato del Lavoro. La prima trance di accertamenti ha portato alla luce dati allarmanti sullo stato dell’onestà dei cittadini italiani. Su un campione di 1000 persone ben il 10% di questi percepiva infatti il reddito di cittadinanza senza averne diritto.

La Procura della Repubblica di Vercelli ha provveduto prontamente a denunciare questi soggetti. I loro imbrogli sono costati allo stato e a coloro che di questi aiuti hanno veramente bisogno, un danno complessivo di oltre 400 mila euro. L’Inps ha provveduto immediatamente a recuperare le somme di denaro non spettanti.

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Reddito di cittadinanza, snidati 100 truffatori nel vercellese, ben il 10% di quelli sottoposti a controllo

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Non solo Inps e carabinieri a individuare gli imbroglioni anche l’Agenzia delle Entrate è impegnata in questo momento a far fronte a dichiarazioni false compilate per ricevere gli aiuti economici del Decreto Sostegni.

Tra gli strumenti telematici che l’Agenzia utilizza c’è, ad esempio, il canale Civis. 

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L’ Agenzia delle entrate utilizza il canale Civis per gestire rapidamente le comunicazioni di irregolarità relative agli anni di imposta .  Questo canale svolge anche un attento controllo sui comportamenti delle grandi imprese per evitare l’evasione internazionale.  Il canale CIVIS prende anche in considerazione : “i dati pervenuti da scambi spontanei provenienti da Paesi Ue o Ocse, tra cui le informazioni finanziarie derivanti dall’applicazione del Common reporting standard e dalle direttive collegate al progetto Beps, che mira a frenare l’erosione fiscale della base imponibile tramite il trasferimento degli utili”