Streaming e pirateria, i pericoli nascosti che gli utenti ignorano

I servizi di streaming illegale, che quindi sono atti di pirateria informatica, sono visti da molti utenti come crimini senza vittime. In realtà i siti di streaming illegale sono minacce serie non soltanto per i produttori di contenuti ma anche per la privacy degli utenti stessi.

Streaming e pirateria, i pericoli nascosti che gli utenti ignorano
Streaming e pirateria, i pericoli nascosti che gli utenti ignorano (foto: pixabay)

Gli streaming sui siti illegali sono un problema che riguarda non soltanto le società di streaming che lavorano nella legalità ma sono anche una minaccia alla privacy degli utenti che scelgono queste scorciatoie sempre più spesso.

A parlarne è stato il segretario generale di Fapav Federico Bagnoli Rossi durante il webinar “Il Digital Service Act per contrastare la pirateria sugli eventi sportivi”.

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Streaming e pirateria: Il Digital Service Act

Streaming e pirateria, i pericoli nascosti che gli utenti ignorano
Streaming e pirateria, i pericoli nascosti che gli utenti ignorano (foto: pixabay)

Durante il webinar, promosso da Luiss, Federico Bagnoli Rossi ha parlato del problema dello streaming illegale relativo in particolare agli eventi sportivi. È chiaro, come fa notare Bagnoli Rossi, che la situazione globale che viviamo ha aumentato l’offerta dei servizi legali, ma anche aumentato il numero di utenti che, non potendo o non volendo permettersi l’abbonamento dei servizi di streaming legale, ricorrono alle piattaforme pirata.

In questo solco di protezione degli utenti si inserisce, sempre secondo Bagnoli Rossi, il Digital Service Act. Queste le sue parole a riguardo: “Come industria audiovisiva riteniamo fondamentale che si lavori con le istituzioni, italiane ed europee, in maniera unitaria e compatta, per tutelare il settore e difendere i consumatori spesso ignari dei rischi che si corrono, in termini di violazione della privacy e di sicurezza informatica“.

Molte piattaforme illegali, infatti, chiedono gli utenti i propri dati personali e un numero di carta di credito per registrarsi. Questi dati personali, però, sono molte volte rivenduti o redistribuiti da soggetti che attuano poi attività illecite. Parlando dell’argomento specifico della pirateria informatica per gli eventi sportivi Bagnoli Rossi ha poi così commentato: “La pirateria sportiva in particolare, argomento dibattuto questa mattina (durante il webinar ndr), è aumentato in maniera esponenziale negli anni sia a livello di incidenza (dal 7% del 2017 al 10% del 2019), sia in termini di atti complessivi (circa 31 milioni nel 2019, + 38% rispetto al 2018)e le operazioni di enforcement condotte dalle forze dell’ordine hanno rivelato come dietro questo fenomeno si nascondano vere e proprie realtà criminali fortemente ramificate e strutturate“.

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Il problema della pirateria sportiva, quindi, ma anche della pirateria informatica in generale per i servizi di streaming, è un problema che non riguarda il singolo utente che, per così dire, ruba l’abbonamento ma è un problema di sicurezza globale dato che i siti di streaming illegale sono uno degli outlet di molte organizzazioni criminali internazionali.