Il Covid ha aumentato l’emicrania infantile ed adolescenziale

Il Covid ha creato conseguenze negative nella salute dei minori. L’incremento dei casi di cefalea ne è la dimostrazione.

mal di testa bambini
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Si è parlato copiosamente dell’influenza della pandemia nei giovani. Sin dalla prima comparsa del virus i minori hanno visto la propria quotidianità mutare senza avere pienamente coscienza delle motivazioni. Numerosi studi si sono rivolti a quella fascia di età, soprattutto nell’ottica di individuare gli interventi più appropriati per rendere migliore la qualità della vita di chi ancora non può decidere per se stesso.

Si è analizzata soprattutto la sfera della socialità, ridotta principalmente all’intermediazione della tecnologia. Ma con il perdurare delle restrizioni anche il disagio psicologico aumenta. Una delle caratteristiche più insidiose dello stress è il suo manifestarsi non soltanto al livello psicologico, ma anche somatico.

Antonia Versace, responsabile del Centro cefalee dell’età evolutiva dell’Azienda sanitaria ospedaliera Città della salute e della scienza di Torino, ha dichiarato che “Il Covid ha segnato doppiamente i nostri pazienti perché ha cambiato profondamente la loro vita”. Le statistiche riportano che la cefalea può colpire fino all’11% dei bambini in età scolare e che a soffrirne è 1 adolescente su 4.

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La cefalea e la correlazione psico-somatica

mal di testa adolescenti
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“Nella seconda e terza ondata il carico del lavoro scolastico è aumentato e ha costretto a stare molte ore davanti al computer. La prolungata limitazione delle attività sociali ordinarie ha determinato ansia e quindi anche un peggioramento di chi soffre di frequenti attacchi di mal di testa”. Antonia Versace ha riportato una stretta correlazione tra ansia e l’acuirsi dei mal di testa cronici.

La cefalea cronica è una malattia molto invalidante. Anche se isolata da altre patologie, può compromettere la qualità della vita di un individuo. Che a soffrirne siano bambini ed adolescenti è una triste evidenza: il mal di testa rende impossibile lo svolgimento di qualunque attività, e questa è una privazione importante nella fascia d’età dello sviluppo.

La relazione tra emotività e emicrania è un ulteriore fattore che conferma l’insorgere dello stress in una fascia d’età che dovrebbe esserne esente.

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Bisogna correre ai ripari: i disagi psicologici dell’età pre-adolescenziale sono delle impronte che segnano l’intera esistenza dell’individuo, ed è compito degli agenti educativi riconoscerli ed aiutare i bambini a combatterli.