Decreto Covid, è scontro tra governo e regioni: cosa sta succedendo

Il nuovo decreto Covid è stato approvato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Ma le regioni continuano a protestare e a chiederne la revisione. 

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il nuovo decreto Covid varato dal governo Draghi che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Le misure entrano in vigore a partire dalla data di oggi 23 Aprile.

Un provvedimento che ha destato più di qualche tensione all’interno della maggioranza di governo, con la Lega che si è astenuta durante il consiglio dei Ministri. La misura prevede sostanzialmente delle riaperture graduali delle attività fino ad adesso vietate nel rispetto delle norme di contenimento del coronavirus, a partire dalla data del 26 Aprile. E neanche molti governatori delle regioni sono contenti del piano elaborato al premier nel tentativo di dare inizio a una nuova fase della lotta della pandemia, in virtù anche di una campagna di vaccinazione che prosegue seppur con tutti i ritardi del caso.

Decreto Covid, le dichiarazioni del governatore Fedriga

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Alcune regioni avevano ad esempio avanzato la richiesta che il coprifuoco fosse spostato alle ore 23 e delle deroghe speciali nei confronti del settore della ristorazione, affinché a questi fosse permesso restare aperti sia all’aperto che al chiuso nelle ore di pranzo e cena. L’Ansa riferisce però che il vero strappo e il maggiore motivo di tensione in Consiglio di Ministro, lo si è avuto sul tema della scuola. In merito, si è espresso Massimiliano Fedriga, presidente leghista della Regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia che ha spiegato che “aver cambiato in Cdm un accordo siglato da noi con i Comuni e le Province sulla presenza di studenti a scuola è un precedente molto grave”.

Una scelta che secondo il governatore ha incrinato considerevolmente i rapporti con il nuovo esecutivo, reo di non aver ascoltato abbastanza le indicazioni pervenuti dai presidenti delle regioni. Uno dei punti di disaccordo ha riguarda l’aumento della scuola in presenza del 70 per cento negli istituti superiori che si trovano in zona gialla e arancione. Dieci punti percentuali in più stabiliti dal decreto rispetto a quanto avevano chiesto le regioni. Secondo Fedriga, il premier si è riservato l’utilizzo di “un metodo che non ha privilegiato il raccordo tra le diverse competenze che la Costituzione riconosce ai diversi livelli di Governo”, e la sua speranza è che nelle prossime settimane il decreto possa essere rivisto. Intanto da palazzo Chigi filtra che l’esecutivo si confronterà con i governatori delle regioni in un’apposita riunione il prima possibile.

Coprifuoco Covid, il Ministro Gelmini: “Non durerà fino al 31 Luglio”

Sul tema del coprifuoco si è poi espressa anche il Ministro per le autonomie Maria Stella Gelmini: Il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, modificando periodicamente nel dl sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco”. Per quanto invece riguarda la didattica in presenza, la Gelmini ha affermato che nonostante sia vero che il decreto stabilisce in certi una presenza fisica fino al 70 per cento, non vi è l’intenzione di mettere a rischio la salute dei cittadini e dunque potranno anche esserci dei cambiamenti a seconda di come si evolve il quadro epidemiologico nel paese.

Le regioni hanno inoltre chiesto di iniziare a programmare anche le possibili riaperture di settori come quelli degli stabilimenti balneari e delle palestre, tra i più colpiti, insieme a quello della ristorazioni, dalle misure dell’ultimo anno contro la pandemia.

L’insoddisfazione di Matteo Salvini nei confronti del governo

Anche il leader leghista Matteo Salvini ha espresso profonda insoddisfazione per il nuovo decreto governativo, dichiarando come il governo ha disatteso l’accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti”.

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Salvini continua inoltre a dichiararsi fortemente contrario al mantenimento del coprifuoco alle ore 22, in quanto a suo giudizio si tratta di una misura che ad esempio “mette a rischio la stagione estiva dell’Arena di Verona, anche con il limite di mille spettatori”. Anche se, su questo specifico evento, il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha spiegato che, esattamente come lo scorso anno, l’Arena di Verona potrà ottenere una speciale deroga che sarà emanata direttamente dalla regione Veneto.