Cashback, Senato boccia mozione Fdi: novità per luglio?

Cashback, arriva un aggiornamento importante in Italia. Il Senato ha infatti bocciato la mozione di Fratelli d’Italia: ecco cosa può succedere adesso 

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Il cashback, almeno per ora, non sarà annullato. L’Aula del Senato ha infatti respinto la mozione avanzata da Fratelli Italia. La richiesta del partito era quella di cancellare il programma e dirottare l’intero budget alle categorie in difficoltà in questo periodo storico. Ma niente da fare: solo 20 senatori hanno votato a favore di tale richiesta, mentre 114 si sono opposti e 89 si sono astenuti. Il che significa che al momento il concorso resta in piedi con una possibile conferma in prospettiva anche per il secondo semestre.

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Cashback, respinta la mozione di sfiducia 

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Giorgia Meloni, leader politica che aveva avviato tale procedura, ovviamente non l’ha presa bene: “La maggioranza Draghi non sente ragioni: fa cadere nel vuoto l’appello di Fratelli d’Italia e in Senato vota contro la nostra mozione per destinare ai ristori i 5 miliardi del cashback. I partiti che sostengono il governo Draghi hanno scelto ufficialmente di allinearsi alla posizione del Pd e del M5s: in piena pandemia l’Italia butterà 5 miliardi di euro per la lotta al contante e la lotteria degli scontrini invece di destinare quelle risorse per salvare aziende in crisi e posti di lavoro a rischio. Di questa scelta risponderanno agli italiani”.

Mentre il pubblico italiano si divide, sull’argomento è intervenuto anche il vice ministro dell’Economia. Laura Castelli, nel suo intervento via Facebook, ha spiegato tutti i vantaggi con questa iniziativa tra cui una sorta di autofinanziamento di base che non andrebbe a intaccare troppo gli equilibri: “23 sono i miliardi che si stimano in termini di maggiori consumi nel biennio, sulla base dei numeri prodotti da quando esiste il Cashback. 9, invece, i miliardi di maggiore gettito da oggi al 2025. È una misura che si autofinanzia”.

A sua detta, inoltre, sarebbero tanti altri i vantaggi: “Il primo è che si tratta di una misura di sostegno ai consumi. Se sai di poter recuperare una parte di quello che spendi, sei più propenso ad acquistare. Si traduce in un aumento dei prodotti venduti, e quindi delle commesse per i produttori, si ingenera così una maggiore richiesta di lavoro e l’aumento dell’occupazione”. In più ci sarebbe anche un discorso proiettato alla digitalizzazione del Paese non di secondaria importanza secondo referente politica.

“Aderire al Cashback – continua – ha spinto ben 8 milioni di cittadini (in soli 3 mesi) ad attivare la propria identità digitale “Spid”, che rappresenterà sempre di più la chiave per accedere a tutti i servizi della PA e dialogare con essa, rendendo facile l’approccio ai servizi di Agenzia dell’Entrate, Inps, PagoPa e degli enti pubblici in generale. La semplificazione è il primo modo per migliorare la vita del contribuente”. Una presa di posizione forte che va pensare a una riconferma a sorpresa anche per luglio.