Pensioni dei sacerdoti, le novità sull’età per l’assegno di vecchiaia

Pensioni dei sacerdoti: le novità sull’età disposte dall’Inps in merito alla “speranza di vita” imposta al Clero. Tutti i dettagli

Pensioni sacerdoti
Sacerdote (Foto Pixabay)

Sulle pensioni dei sacerdoti è in atto un dibattito tra le parti in merito all’età sull’assegno di vecchiaia ed alla cosiddetta “speranza di vita” che l’Inps ha imposto al Fondo Clero. La normativa in materia prevede che dal 2019 l’età per il pensionamento di preti ed esponenti del Clero sia quella di 69 anni, soglia che è in contrasto con quella prevista per le altre aree lavorative che resta quella di 68 anni.

Questa discrepanza sta portando a galla varie polemiche tra Clero e Stato, in quanto si ritiene la soglia alta rispetto a quanto previsto dall’ordinamento. Ma a rendere ancora più complicato il dibattito vi è l’ulteriore fattispecie che prevede l’età di 69 anni non sufficiente per maturare l’assegno di vecchiaia.

Leggi anche: Il Paradiso delle Signore esiste davvero? Ecco la verità

Si ricorda che in questi giorni l’Inps ha modificato le procedure di liquidazione per le pensioni maturate dal primo gennaio 2021 facendo riferimento alla “speranza di vita” allungata in base ai dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Pensioni dei sacerdoti, aumenta l’età per l’assegno di vecchiaia

Pensioni sacerdoti
Sacerdote celebra funzione (Foto Pixabay)

Pensioni dei sacerdoti, le novità sull’età per ricevere l’assegno di vecchiaia portano ad un innalzamento della soglia. Infatti secondo quanto si legge dalle indicazioni della Ragioneria Generale dello Stato in base alla speranza di vita, a partire dal 2023 sarà richiesta l’età di 69 anni e 3 mesi, mentre dal 2025 la soglia verrà innalzata a 69 anni e sei mesi.

E così via anche per il 2027 con l’età di 69 anni ed otto mesi andando a seguire questo andamento. In ogni caso i dati forniti dalla Ragioneria non tengono conto della situazione in merito all’emergenza Coronavirus che dovrebbe tenere in considerazione una riduzione dell’età pensionabile in base anche ai dati sulla mortalità della popolazione.

Leggi anche: Netflix, pronto l’accordo per il franchise di “Knives out”: 400 milioni di dollari

Il dibattito resta aperto, soprattutto in merito al tema dell’adeguamento e dell’unificazione dei contributi per tutte le categorie. Questa fattispecie è prevista dalla legge 122/2010.