Pensione anticipata per le forze armate grazie alle maggiorazioni

I membri delle forze armate potranno andare in pensione prima dei 60 anni grazie alle maggiorazioni convenzionali.

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I membri delle forze armate e dei corpi di polizia, grazie alle maggiorazioni convenzionali, potranno andare in pensione prima dei 60 anni.

Ne è interessato tutto il comparto sicurezza Marina, Aeronautica, Esercito, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato e Corpo Nazionale del vigili del fuoco.

Le maggiorazioni convenzionali sono particolari agevolazioni che permettono di considerare come maggiori i contributi versati in un determinato periodo di lavoro al fine della pensione.

Per i primi 2 anni di servizio le maggiorazioni convenzionali riconoscono 6 mesi di contributi in più ogni 12 mesi di servizio, in caso il lavoratore svolga le proprie mansioni a bordo di navi o come sottufficale a terra o come militari della guardia di finannza.

Per quanto riguarda gli anni di servizio successivi invece, vengono riconosciuti 4 mesi di contributi in più ogni 12

Una legge del 1988 limita però le maggiorazioni convenzionali  ad un massimo di 5 anni.

Questi contributi non riguardano esclusivamente il calcolo degli anni ma anche l’importo totale della pensione.

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Militari in pensione prima dei 60 anni

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Tra le varie categorie di lavoratori che beneficiano di queste maggiorazioni infatti ne potrà usufruire chi è impiegato nella Marina, Aeronautica, Esercito, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato e Corpo Nazionale del vigili del fuoco.

Per i lavoratori del comparto sicurezza l’età massima per continuare il servizio oscilla da i 61 anni e tre mesi e i 66 anni e tre mesi.

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In base a tutto ciò un membro del comparto sicurezza potrà andare in pensione prima dell’età anagrafica minima, ovvero 60 anni.