Naspi, alcuni casi in cui l’INPS può richiedere la restituzione dei soldi

Attenzione che l’INPS può richiedere la restituzione dei soldi ottenuti con la Naspi. Ecco in quali situazione.

Pensione di reversibilità
Pixabay

La Naspi rappresenta un supporto fondamentale per molte famiglie italiane. In particolare per quei lavoratori che hanno l’opportunità di lavorare soltanto per pochi mesi all’anno. Nello specifico per tutti quei dipendenti del settore turistico e ricettivo nella gran parte dei casi l’occupazione è garantita per un breve periodo.

Proprio per questo motivo il Governo ha dato l’opportunità di potersi avvalere della Naspi. Il sussidio di disoccupazione, a differenza di quanto avveniva fino a pochi mesi fa, sarà accessibile anche a tutti coloro i quali non hanno effettuato un minimo di 30 giornate lavorative. Novità inserita dall’esecutivo all’interno del nuovo Decreto Sostegni. I lavoratori, però, devono fare attenzione rispetto alla possibilità di dover restituire all’INPS i soldi del sussidio di disoccupazione. Andiamo a scoprire quando.

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Naspi: quando l’INPS chiede la restituzione dei soldi

Naspi marzo
Soldi portafoglio (Foto Pixabay)

Può capitare in alcune circostanze che vengano erogate pagamenti della Naspi anche al termine del periodo durante il quale i lavoratore ne ha diritto. Il consiglio, però, è quello di fare attenzione. L’INPS quando andrà ad effettuare i controlli periodici richiederà indietro la somma di denaro versata. Anche se il lavoratore ha comunicato il suo cambio di status ma non è riuscito a farlo nel tempo limite prima del pagamento stesso.

In questa circostanza  il contribuente ha la possibilità di comunicare i nuovi dati all’INPS. Questa comunicazione deve avvenire tramite il modello NASPI presente sul portale dell’INPS.

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Molto semplicemente il disoccupato che riceve l’indennità deve verificare se abbia effettivamente diritto di ricevere quella quota. In caso contrario sarà necessario restituire i soldi all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.