Insieme per salvare vite nel Mediterraneo, nuova collaborazione tra Medu e Resq

Nasce la collaborazione Medu e Resq per salvare ed assistere i naufraghi del Mediterraneo. Queste due associazioni forniranno ausilio medico e psicologico.

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“Mi sono chiesto: se stessi per annegare, vorrei che qualcuno venisse a salvarmi?”

Questa la domanda da cui è partito Gherardo Colombo, Presidente onorario di ResQ. Il progetto nasce proprio da lì, dal soccorso in mare dei migranti con una barca di 40 metri che a breve verrà inaugurata. Un gruppo di professionisti, stanco di contare vittime nel Mediterraneo, ha deciso di mettersi in gioco in prima persona, fondando ResQ e cercando fondi adeguati ai suoi progetti.

Medu, un’associazione di medici che presta servizio volontario nelle zone in crisi dell’Italia e del mondo, ha accolto con plauso l’iniziativa di ResQ e si è resa disponibile ad investire le proprie risorse nel progetto.

Alberto Barbieri, coordinatore Medu, ha dichiarato che “salvare, curare  e testimoniare contro l’indifferenza” sono sempre stati i principi portanti di Medu (medici per i diritti umani).

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Il doppio fronte d’intervento

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Dalla cooperazione delle due associazioni si genererà un intervento di soccorso su due piani: un’attività di mare ed un’attività di terra.

L’operazione in mare si occuperà del salvataggio dei migranti con una nave di 40 metri che verrà inaugurata nelle prossime settimane. All’interno dell’imbarcazione è previsto un equipaggio di 10 persone delle quali nove sono personale di soccorso. Due gommoni veloci agevoleranno le operazioni di avvicinamento ai battelli dei migranti.

Non meno importante sarà l’intervento a terra. Dopo il salvataggio verrà fornito supporto medico e psicologico, per garantire la salute fisica e mentale dell’individuo. In questa fase sarà fondamentale l’aiuto del personale specializzato di Medu.

L’associazione ResQ si pone come obiettivo anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso i media per contribuire alla costruzione di una società più consapevole, accogliente e rispettosa dei diritti umani.

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Da almeno un decennio i migranti ed il loro corpo sono strumento di propaganda politica. Due associazioni hano deciso di essere superpartes e di portare avanti l’unico obiettivo ai loro occhi importante: l’obbligo morale di rispettare la vita.