Tassa sui rifiuti: la seconda casa può essere esentata?

La TARI si paga per ciascun immobile, senza distinzione tra prima o seconda casa, ed è percepita come troppo esosa da parte di molti contribuenti: in quali casi è possibile ottenere l’esenzione? 

Tassa rifiuti
(Pixabay)

La TARI, ovvero la Tassa sui rifiuti, si paga per il possesso e la detenzione di un immobile, a qualsiasi titolo: viene versata dai proprietari o dagli eventuali inquilini in affitto, e riguarda sia le prime che le seconde case.

Sono molti i contribuenti che si chiedono se sia possibile essere esentati, o quantomeno ottenere uno sconto, sulla TARI per la seconda casa, che spesso viene abitata soltanto nel periodo estivo o durante le festività. Quali sono le condizioni per ottenere l’esenzione?

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TARI: quando si può essere esentati

Tassa rifiuti
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L’unico caso in cui la normativa preveda che la TARI non debba essere versata è quello di immobili inabitabili o inagibili: per poter ottenere l’esenzione è necessario che la condizione di inabitabilità sia verificata in modo oggettivo (ad esempio nel caso di un immobile privo di allacciamenti di luce e acqua). In casi simili è possibile inoltre ottenere una riduzione dell’IMU del 50%.

La condizione dell’immobile inagibile o inabitabile non deve essere confusa con quella della casa non abitata e con utenze inattive: in quest’ultimo caso, il versamento della TARI è comunque dovuto.

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Alcuni regolamenti comunali, tuttavia, prevedono riduzioni per alleggerire il carico fiscale sulle seconde case: per ricevere informazioni è consigliabile rivolgersi all’ufficio tributi del Comune di ubicazione dell’immobile.