Inps, corrisposto il 98,3% delle richieste di cassa integrazione

Negli ultimi giorni, l’Inps ha reso noti dati molto dettagliati per quanto concerne le richieste e la corresponsione della cassa integrazione. Di seguito tutte le informazioni diffuse.

Le domande di cassa integrazione per emergenza Covid dall’inizio dell’emergenza ad oggi da parte delle aziende gestite dall’Inps sono state 3,56 milioni. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ne ha accettate oltre 3,20 milioni, corrispondenti al 97,3%.

Il numero di domande respinte ammonta a 271mila e quelle in lavorazione al momento sono 88mila, di queste 60mila – ovvero quasi il 70% – sono state avanzate tra dicembre e gennaio.

Le precisazioni e i dati divulgati dall’Inps arrivano dopo che un articolo di Repubblica aveva parlato di 1,2 milioni di italiani ancora in attesa di ricevere la cassa integrazione. Il quotidiano aveva riportato una tabella inserita nella delibera del 29 dicembre 2020 attraverso la quale il CIV – organo interno di vigilanza dell’Inps in rappresentanza di sindacati e imprese – aveva approvato il bilancio preventivo 2021 dell’Istituto.

Il grafico descriveva una situazione, al 30 novembre, in cui quasi 200 mila pratiche risultavano ancora in lavorazione – 198.941 per l’esattezza – per 1,2 milioni di lavoratori. Il 68% di queste domande era pervenuto a novembre, mentre circa un terzo risaliva ai mesi passati. Con precisione 338 erano di marzo, 5.338 di aprile, 12.188 di maggio, 5.748 di giugno, 13.490 di luglio, 5.449 di agosto, 7.148 di settembre e 13.888 di ottobre.

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I dati diffusi dall’Inps sulla cassa integrazione

Inps cassa integrazione
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L’Inps ha fatto sapere con una nota che: “Il numero di lavoratori coinvolti nelle domande in lavorazione non può essere determinato fino a quando non pervengono dalle aziende gli SR41, e non può essere 1,2 milioni come oggi il quotidiano Repubblica erroneamente sostiene, basandosi su una stima priva di metodo”.

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Per le casse integrazioni risalenti a marzo e ancora non corrisposte l’Istituto ha fatto sapere che si tratta di “pratiche ancora in esame per problematiche complesse, alcune delle quali possono riguardare fattispecie non autorizzabili”.