Decreto Ristori 5
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Il Decreto Ristori 5 introduce una serie di nuovi contributi a fondo perduto e bonus destinati a una platea più ampia di beneficiari.

Secondo alcune indiscrezioni, una delle novità introdotte con il Decreto Ristori 5 è che dovrebbero sparire i limiti dei codici ateco. Un altro cambiamento sarà l’estensione del decreto a tutti i beneficiari a prescindere dal colore delle ragione di appartenenza della propria attività.

In sostanza, i diversi contributi a fondo perduto e bonus saranno allargati a tutti i titolari di Partita IVA. Questi ultimi, da parte loro, dovranno dimostrare di aver subito un calo del fatturato, causato dall’emergenza sanitaria del Coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate nel nostro Paese.

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Decreto Ristori 5, le ultime novità

Decreto ristori 5
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L’unica informazione certa al momento è che il decreto sarà erogato dall’INPS. Il valore del bonus è di 1000 euro ed è destinato a liberi professionisti e lavoratori autonomi a Partita IVA.

I requisiti per poter accedere alla misura sono i seguenti:

  • avere un reddito annuo pari o non superiore a 50 mila euro;
  • essere in una posizione contributiva regolare;
  • aver subito un calo del fatturato del 33% nel 2020 rispetto al 2019
  • essere titolare della Partita IVA da un periodo di tempo pari o superiore ai 3 anni.

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La buona notizia in arrivo con il decreto è l’estensione dei contributi a fondo perduto ai lavoratori a Partita Iva e ai liberi professionisti.

Per quanto concerne la cassa integrazione, il decreto prevede la proroga per ulteriori 12 settimane. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° gennaio fino al 31 marzo – e fino al 30 giugno 2021 per tutte quelle in deroga.

Confermata anche la rottamazione delle cartelle esattoriali e il saldo e stralcio. L’obiettivo è quello di bloccare i 50 milioni di atti in arrivo a partire dal 1° gennaio dall’Agenzia delle Entrate.