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Bonus Cashback, grossa problematiche in Italia per il nuovo incentivo del governo. Prende forma un terribile scenario anticipato da alcuni esperti. 

Italia indebitata a causa del bonus cashback: colpa del budget stanziato per rimborsare tutti i milioni di italiani che hanno aderito all’iniziativa lanciata lo scorso 8 dicembre. Si tratta di una cifra che corrisponde precisamente a 4.75 miliardi di euro, un mega investimento che ora la nazione, in un modo o nell’altro, dovrà anche ridare a Bruxelles a strettissimo giro.

Bonus Cashback, debiti e beffa per l’Italia 

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E oltre il danno potrebbe esserci anche la beffa. Sempre più indiscrezioni economiche, infatti, riferiscono di un rimborso ridotto per gli italiani a fronte dei 150 euro annunciati per le spese digitali durante il periodo natalizio. Sarebbero stati in troppi, del resto, a sottoscriversi a quest’iniziativa. Un numero altissimo e ben oltre le aspettative dell’Esecutivo. La soluzione? Rimborsare di meno e accontentare (si fa per dire) tutti. Motivo per cui, come riferiscono alcuni esperti, si va verso la riduzione della somma che sarà erogata a febbraio rispetto al tetto massimo.

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Un doppio autogol nel caso. Perché da una parte andranno comunque restituiti i soldi del Recovery Fund, mentre dall’altra il Governo rischia di perdere tanta credibilità di fronte ai milioni di contribuenti che hanno preso parte al bonus economico. E il debito nazionale rischierà di essere molto più grande qualora dovessero aumentare ancora gli iscritti all’applicazione Io per prendere parte all’incentivo statale.

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Qualcuno, tuttavia, parla di un fallimento annunciato. Ai primissimi giorni di dicembre, quando il piano economico prendeva forma, del resto furono parecchie le perplessità avanzate dagli esperti del settore. In particolare Yves Mersch, responsabile della vigilanza Bce, inviò una lettera al ministro dell’economia Roberto Gualtieri anticipando tutte le possibili problematiche che si sarebbero potute innescare. “La situazione è sproporzionata e potrebbe esserci un effetti negativo”, recitava il testo. Troppo tardi, probabilmente.