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Pensioni, il governo riuscirà ad evitare il taglio sugli assegni nel 2021? Una sfida molto complessa e che secondo il Presidente Inps non può essere vinta. 

La crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus sta purtroppo iniziando a presentare il conto, con migliaia di persone che a causa delle chiusure hanno perso il posto di lavoro.

E per quanto i nuovi ristori varati dal governo stiano aiutando dipendenti e commercianti ad affrontare questo difficile momento storico, si tratta in ogni caso di aiuti economici che non creano occupazione. E la caduta verticale del Pil che registreremo a fine anno, avrà purtroppo un impatto significativo sulle pensioni future, già a partire dal prossimo anno.

Le pensioni con un importo medio pari a mille euro, sono al momento quelle più a rischio, con una diminuzione della prestazione su base annuale che dovrebbe attestarsi intorno ai mille euro complessivi. Un problema con cui l’esecutivo guidato da Conte dovrà inevitabilmente confrontarsi, sia perché si tratta di una situazione che rischia ulteriormente di peggiorare il quadro macro economico, sia perché con l’abolizione di Quota 100, una riforma integrata del sistema previdenziale è diventata ormai indispensabile. Le difficoltà sono molte in tal senso. 

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Tagli alle pensioni, la difficile sfida che attende il governo

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Bloccare questi tagli non sarà facile perché al momento le risorse sono interamente direzionate a contenere l’emergenza sanitaria ed economica in corso, e non è detto che il prossimo anno andrà diversamente, considerato anche il recente allarme allarme lanciato nelle scorse settimane.

È stato infatti il governatore Ignazio Visco a spiegare che attualmente l’incidenza delle pensioni sulla spesa pubblica è insostenibile e continuando così, l’Inps potrebbe arrivare persino a rischiare la bancarotta nei prossimi anni.

Parole condivise anche dal Presidente dell’istituto di Previdenza Pasquale Tridico, che di recente, in seguito all’abolizione di Quota 100, ha dichiarato che un ritorno alla Fornero, guardando i conti dell’Inps è inevitabile, e bisognerà concentrare le poche risorse a disposizione nel concedere l’uscita anticipata a chi svolge professioni gravose e usuranti. Non bisogna però dimenticare le tensioni sociali generate dalla riforma Fornero, finite poi incalzante dalla battaglia che ha portato le Lega a raggiungere un risultato storico alle scorse elezioni, rendendo questa legge un vero e proprio cavallo di battaglia.

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