Il gioco d’azzardo non è un problema solo economico: l’appello delle associazioni

Il Ministero dell’Economia non può essere l’unico a determinare le nuove norme per contrastare il gioco d’azzardo. Le associazioni ne sono convinte, ed anche i medici

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Gioco d’azzardo (Foto Unsplash)

Le problematiche legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo attraversano aree differenti, che corrispondono al progressivo degrado della vita di un individuo. Prima di tutto viene toccata pesantemente la sfera economica, che non viene mai risparmiata. Ed in seconda battuta, ma non per questo meno rilevante, tutta la vita sociale dell’individuo affetto da dipendenza viene coinvolta e compromessa.

Di questo ne sono consapevoli le associazioni che cercano di contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Offrono assistenza non solo al soggetto interessato, ma a tutta la sfera degli affetti intimi. Ma sembra che le istituzioni pubbliche ne siano meno coscienti. Difatti la bozza per la nuova regolamentazione del gioco d’azzardo coinvolge e delega esclusivamente al Ministero dell’Economia, a testimonianza che il problema comporta disagi prettamente economici.

E le associazioni rispondono con dichiarazioni ben precise. mettiamocingioco.org, in un comunicato stampa del 15 aprile 2022, loda l’iniziativa governativa di inserire leggi più stringenti attorno alla dipendenza dal gioco d’azzardo, ma allo stesso mette l’accento su determinate scelte deficitarie.

Alea, AND APS, Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, Mettiamoci in gioco, Slot Mob e A.GIT.A. sottolineano i seguenti punti: mentre è stato coinvolto solo il Ministero dell’Economia, “l’eventuale delega attribuita al governo dal Parlamento dovrebbe essere oggetto di un confronto preliminare congiunto tra ministero della Salute, ministero degli Interni, ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ministero dell’Economia, coinvolgendo i ministri per gli Affari regionali e le autonomie, le Pari opportunità e la famiglia, le Politiche giovanili”.

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Inoltre le associazioni sono in disaccordo sulla richiesta di un’invarianza del gettito fiscale. Ciò significa che le misure di contrasto devono comunque garantire un pareggio degli introiti nelle casse dello Stato. E ciò, se si volesse davvero contrastare il fenomeno, non sarebbe possibile. “Vanno contemperati interessi di natura pubblica differenti, proprio al fine di prevenire costi diretti e indiretti inerenti alla diffusione del gioco d’azzardo. Un’esigenza riconosciuta dalla stessa Corte dei Conti – continua il comunicato.

In sostanza, la prima esigenza da soddisfare per una riforma davvero efficiente deve ruotare attorno alla cura della dipendenza in senso stretto, e più ampio tenendo presente gli aspetti sociali e sanitari degli attori coinvolti. Solo in questo modo si potrà tenere in giusta considerazione un fenomeno corruttivo il cui volume di denaro è passato dai 10 miliardi di euro del 1999 ai 111 miliardi di euro del 2021.