Legambiente, flash mob a Taranto per l’inaugurazione del Parco Eolico offshore

Scusate il ritardo“. Questo si legge sullo striscione giallo con il simbolo del cigno verde di Legambiente che un gruppo di attivisti dell’associazione ambientalista ha srotolato in occasione dell’inaugurazione del primo Parco Eolico offshore d’Italia

parco eolico taranto
Parco Eolico, il primo offshore (foto Unsplash)

Si tratta, come riporta il comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale dell’associazione, di una giornata importante nella nostra lotta contro i cambiamenti climatici. Una storia che come sottolineato anche da Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente, è l’esempio di cosa si va incontro quando si cerca di lavorare con le energie rinnovabili nel nostro Paese. Ciafani la definisce “un caso emblematico della Via Crucis autorizzativa nel nostro Paese”.

Il Parco Eolico che è stato inaugurato il 21 aprile scorso arriva dopo 14 anni in cui si sono accumulati ritardi dovuti principalmente all’ostracismo di diverse realtà locali e istituzionali. Ricorda sempre il presidente nazionale di Legambiente per esempio il parere negativo dato dalla Sovraintendenza che si opponeva alla realizzazione del Parco Eolico offshore a causa di un “incomprensibile impatto visivo” mentre, prosegue Ciafani, il panorama di Taranto è segnato in modo indelebile dalle ciminiere dell’Ilva, dalla raffineria dell’Eni, dalle gru che gestiscono il porto industriale e dal cementificio.

Purtroppo, come sottolineato dallo stesso comunicato stampa, la situazione di Taranto ricalca in pieno situazioni simili che stanno bloccando in tutto il Paese progetti legati alle energie rinnovabili.

Tra le cause dei ritardi, per cui Legambiente dichiara che il Paese dovrebbe chiedere scusa alle aziende che stanno effettivamente investendo sulle energie pulite, ci sono le amministrazioni locali, le Sovraintendenze, le moratorie delle Regioni e le opposizioni di alcune associazioni ambientaliste che però a quanto pare non riescono a vedere l’immagine completa e si limitano al proprio orticello. L’occasione dell’inaugurazione del Parco Eolico offshore di Taranto, che è il primo nel mar Mediterraneo, è stata anche per Legambiente l’occasione di lanciare un appello duplice al Governo.

Da una parte l’associazione ambientalista chiede a Mario Draghi che si abbia in tempi celeri un decreto per sbloccare le rinnovabili, dall’altra c’è invece la richiesta a Dario Franceschini, Ministro della cultura, perché fornisca un indirizzo alle Sovraintendenze impedendo a queste di ostacolare a prescindere e di dire comunque no ai progetti legati alla transizione ecologica: “Le rinnovabili modificheranno alcuni paesaggi ma ne miglioreranno altri, come quelli dove saranno smantellate le centrali termoelettriche con le loro alte ciminiere, e aiuteranno a combattere crisi climatica e smog“.

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Il fatto che il primo Parco Eolico offshore sia stato inaugurato in Puglia, sottolinea invece Ruggero Ronzulli presidente di Legambiente Puglia, può essere un punto di partenza per il futuro rinnovabile della Regione: “La Regione oggi ha il dovere politico di imboccare la direzione giusta per spegnere le centrali termoelettriche di Brindisi, Candela, Modugno e Taranto, che contribuiscono a produrre il 70% di elettricità da fonti fossili sul territorio pugliese, favorendo lo sviluppo e la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili“.

Parlando della produzione dell’impianto, il Parco Eolico di Taranto composto da 10 turbine riuscirà a coprire il fabbisogno annuo di energia elettrica di 60 mila residenti con 73mila tonnellate di Co2 risparmiata nel corso dei 25 anni di attività previsti per l’impianto.