Canone Rai, stangata in arrivo dall’Agenzia delle Entrate: per chi

Entro il 31 gennaio 2022 è necessario regolare il pagamento dell’imposta statale per evitare una pesante sanzione

canone rai multa
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L’anno nuovo si apre con tante novità e anche tante scadenze per i contribuenti. Tra queste c’è il pagamento del canone Rai, l’imposta sul possesso dell’apparecchio televisivo. Il tributo arriva in bolletta e sarà così anche per il 2022. Tuttavia esistono dei casi in cui il contribuente non è in regola ed è prevista, così, una sanzione da parte degli organi preposti.

Canone, ecco chi rischia la multa

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In particolare, il rischio della sanzione riguarda coloro che non hanno pagato il canone in bolletta ma hanno preferito il pagamento dell’energia usando volutamente un bollettino bianco compilato a mano in cui non hanno inserito l’importo del canone Rai. Per queste persone c’è tempo fino al 31 gennaio del 2022 per mettersi in regola. Superato questo termine, l’Agenzia delle Entrate sarà autorizzata ad inoltrare una multa che può arrivare fino a 600 euro.

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Il passaggio all’Agenzia è un atto dovuto da parte dei gestori dell’energia elettrica. Queste società, infatti, sono tenute a comunicare all’Agenzia delle Entrate gli utenti che non hanno versato il canone in bolletta. La mancata comunicazione da parte dei gestori comporta per questi ultimi una sanzione di 30 euro per ogni singola comunicazione non effettuata. Le multe per gli utenti non regolari vanno dai 200 ai 600 euro includendo anche gli interessi massimi per il ritardo. E’ consigliabile anche a coloro che non avevano l’obbligo di pagare il canone nel 2022 di controllare eventuali cambiamenti in tal senso.

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Il 2022 sarà l’ultimo anno del pagamento in bolletta elettrica del canone Rai. La Commissione Europea, infatti, ha segnalato all’Italia il contrasto di tale metodologia di pagamento con le norme che regolano il mercato tra gli Stati membri dell’Unione. Inserire un’imposta che non ha legame con l’oggetto della bolletta stessa vale ad inserire un onere improprio che contrasta con le regole sulla concorrenza del mercato dell’Unione Europea.