La Commissione Europea vuole dispositivi wireless più sicuri soprattutto per i bambini

Lo scorso 29 ottobre è stato diffuso un atto delegato della Commissione Europea nel quale si chiarisce la volontà dell’UE di modificare i requisiti di sicurezza informatica che i dispositivi wireless dovranno avere nei prossimi anni, in particolare per i bambini

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Nelle prime righe del testo si trova un riferimento esplicito al fatto che molti di questi dispositivi digitali finiscono in mano proprio a utenti molto fragili dal punto di vista della sicurezza informatica: i bambini.

Il primo paragrafo, che identifica il contesto dell’atto delegato, si legge: “Una grande quantità di strumenti radio vengono utilizzati quotidianamente non soltanto da consumatore adulti o professionisti ma anche da utenti vulnerabili come i bambini”.

Nei paragrafi successivi si fa riferimento a due realtà di cui occorre tenere conto: da una parte ribadire che la cybersecurity in Europa va assolutamente incentivata e rafforzata in una realtà in cui l’importanza degli strumenti connessi sta crescendo a dismisura, dall’altra parte viene ricordato uno studio condotto dal Norwegian Consumer Council nel dicembre del 2016 riguardo i problemi relativi alla privacy, alla protezione dei dati personali e alla sicurezza, o meglio alla mancanza di sicurezza, nei giocattoli che possono in qualche modo essere collegati ad una rete.

Ma il problema, prosegue l’atto delegato, non riguarda soltanto i giocattoli ma tutte quelle cose che vengono pubblicizzate e definite “smart”. E in effetti dovremmo riflettere un po’ di più, mentre si attende che le nuove regole di sicurezza dei dispositivi wireless entrino in vigore a partire probabilmente dal 2024, su che cosa prendiamo in mano e su che cosa diamo in mano ai più piccoli: i dispositivi wireless che vengono consegnati senza supervisione ai bambini possono trasformarsi in chiavi per i malintenzionati.

Come ricorda l’atto delegato della Commissione Europea, “dispositivi smart, smart camere e una serie di altre attrezzature radio connesse come telefonini, laptop, accessori, sistemi di allarme e sistemi di automazione domestica sono altri esempi di attrezzature a rischio di attacco hacker e di problemi riguardo alla privacy quando vengono connessi a Internet. Inoltre, dispositivi radio indossabili (per esempio anelli, bracciali, Clip da tenere in tasca, cuffie, Fitness Tracker , eccetera) possono monitorare e registrare una serie di dati sensibili degli utenti nel corso del tempo (la posizione, la temperatura, la pressione sanguigna, il battito cardiaco) e ritrasmetterli non solo attraverso internet ma anche attraverso tecnologie di trasmissione a corto raggio non protette”.

Quello di cui vuole quindi occuparsi la nuova direttiva è un argomento che nei prossimi anni sicuramente diventerà centrale nella vita di tutti i giorni dato che il numero di dispositivi connessi è destinato ad aumentare. Motivo per cui è necessario che questi dispositivi siano costruiti in modo da non essere facile preda di attacchi hacker che possono mettere a rischio la privacy e la salute dei cittadini di qualunque fascia d’età.

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Ci sarebbe poi da riflettere sul reale bisogno che abbiamo di tutti questi dispositivi smart che rischiano di farci diventare un po’ dumb, ma di questo certo non può occuparsi la Commissione Europea.

A questo link la versione inglese dell’atto delegato