Cittadinanzattiva, tre richieste al governo per migliorare l’agibilità delle strutture scolastiche

La condizione delle strutture scolastiche va migliorata non solo per l’emergenza sanitaria

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“Gli istituti scolastici italiani sono ancora privi del certificato di agibilità per una percentuale pari al 53,8%, nel 38,6% del collaudo statico e nel 59% del certificato di Prevenzione Incendi, fondamentali in un Paese nel quale le scuole in zone ad elevata sismicità sono 17.343 pari al 43% del totale”.

Così scrive Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale di Cittadinanzattiva Scuola, in un comunicato del 12 Settembre. L’avvio dell’anno scolastico è in corso, e la condizione delle infrastrutture scolastiche è inadeguata non solo a contenere il contagio da Covid, ma anche ad evitare rischi in caso di incendi, terremoti o alluvioni, che in alcune zone dell’Italia non sono infrequenti. Il DPR 81 del 2009 aveva innalzato a 30 il numero di alunni per classe, modificando la precedente normativa antincendio del 1992 che stabiliva il tetto massimo a 25. Cittadinanzattiva chiede di tornare indietro, ad avere uno spazio “vitale” per alunno di mq 1,80 e mq 1,96 a seconda del tipo di scuola.

L’emergenza sanitaria non è l’unico ostacolo ad un inizio scolastico in sicurezza; nella gran parte delle Regioni ci sono quasi 17.000 classi con oltre 25 alunni. Questo riguarda principalmente gli istituti di primo e secondo grado; condizioni migliori si riscontrano per gli asili nido. Cittadinanzattiva chiede inoltre che non entri in vigore la possibilità di abolire la mascherina per gli alunni vaccinati; se così fosse, i ragazzi non vaccinati, magari per volontà genitoriale, diventerebbero subito riconoscibili, e da lì potrebbero crearsi fenomeni discriminatori. La terza richiesta dell’associazione al governo ed al Ministro dell’Istruzione è di avere maggior chiarezza e trasparenza sulle caratteristiche tecniche necessarie per gli impianti di areazione delle aule e degli istituti scolastici:“Tutto questo per venire incontro alle esigenze di chiarezza e di programmazione dei dirigenti, per dare informazioni univoche alle famiglie ma soprattutto assicurare a tutti gli studenti uguali diritti e garanzie sul territorio nazionale, evitando che Regioni e singoli istituti scolastici si muovano in ordine sparso come troppo spesso accaduto nello scorso anno scolastico”.

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