Fisco, Enrico Letta difende la proposta di dote ai diciottenni

Ha alzato un vero e proprio polverone politico e mediatico la proposta del Partito Democratico riguardo la dote ai diciottenni.

Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, è intervenuto ieri al Dem festival che si sta tenendo a Firenze e ha chiarito la sua posizione riguardo la proposta sulla dote ai diciottenni.

“Le polemiche alla proposta sulla dote ai diciottenni con una tassa di successione per i patrimoni oltre 5 milioni di euro dimostrano che una parte di questo Paese ama vivere di rendita, che per qualcuno la rendita prevale sul sudore, il lavoro e la fatica. Invece nella nostra idea di fisco deve essere premiato chi lavora”.

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Dote ai 18enni, ecco in cosa consiste

Nello specifico tale proposta riguarda la creazione di una dote per i 18enni che sarebbe finanziata aumentando la tassa di successione per i patrimoni oltre i 5 milioni di euro.
La proposta del segretario del Pd ha alzato in questi giorni un vero e proprio polverone politico e molte forze politiche hanno accusato i democratici di voler imporre, in questo modo, più tasse ai cittadini.

Dal Pd si sono difesi precisando che la proposta non vedrebbe l’aumento delle tasse ma solo la richiesta di un contributo a maggio. La richiesta del Pd sarebbe quindi quella di chiedere all’1% del Paese dei contributi per aiutare una generazione che ha risentito tanto la crisi sanitaria quanto quella economica.

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Secondo i calcoli del Pd la dote per i 18enni avrà un valore di 10 mila euro e ne avrebbe beneficio circa la metà dei neo maggiorenni italiani. Ovviamente sarebbe poi assegnata in base all’Isee familiare al compimento del 18esimo anno di età e, allo stato attuale, spetterebbe quindi a chi adesso ha una età compresa tra i 13 ed i 17 anni.

I soldi spettanti ai giovani 18enni saranno usati esclusivamente per degli obiettivi specifici come la formazione e l’istruzione, a casa e l’alloggio o per il lavoro e la piccola imprenditoria.